Il caro carburante torna a essere una priorità per il governo italiano. Con i prezzi alla pompa che continuano a salire, l’esecutivo è alle prese con la decisione di prorogare il taglio delle accise su benzina e gasolio. Una misura che, se non rinnovata, potrebbe avere un impatto significativo sulle tasche degli italiani, soprattutto in un periodo di controesodo dalle vacanze.
La scadenza del 22 maggio per il taglio delle accise ha acceso i riflettori su un provvedimento che, da straordinario, sta diventando una norma. Il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti ha dichiarato che “Venerdì sera è previsto un Consiglio dei Ministri in cui saranno presi dei provvedimenti, sicuramente in merito di autotrasporto, trasporto pubblico locale, i settori impattati, c’è anche il tema di rinnovare lo sconto sulle accise, credo che si andrà in questa direzione, stiamo lavorando sulle coperture finanziarie, cosa che non è mai semplice in assenza di deroghe al Patto”.
I prezzi dei carburanti e le dichiarazioni dei ministri
Secondo gli ultimi dati disponibili, i prezzi dei carburanti in Italia sono i seguenti: la benzina costa 1,953 euro al litro in self service e 2,088 euro al litro se servita, mentre il gasolio è a 1,980 euro al litro in self service e 2,119 euro al litro se servito.
Il GPL è a 0,805 euro al litro in self service e 0,814 euro al litro se servito, mentre il metano è a 1,495 euro al litro in self service e 1,565 euro al litro se servito.
Il ministro dei trasporti Matteo Salvini ha confermato che “Venerdì dovremo prorogare sicuramente il taglio delle accise contro il caro carburante”. Una misura che, secondo la premier Giorgia meloni, potrebbe essere prolungata fino alla fine della crisi in Medio Oriente. “Decideremo quali sono le priorità che ci dobbiamo dare rispetto a questa situazione sulla base di quello che uscirà da questi negoziati”, ha dichiarato Meloni in passato.
Le sfide finanziarie e le soluzioni all’orizzonte
Tuttavia, la proroga del taglio delle accise non è scontata. Il governo è alle prese con la ricerca di coperture finanziarie, un compito reso ancora più difficile dall’assenza di deroghe al Patto di Stabilità. Il responsabile economia di Fratelli d’Italia, Marco Osnato, ha confermato che è allo studio un decreto ministeriale sull’utilizzo delle sole accise mobili, ma le risorse potrebbero rivelarsi insufficienti.
Intanto, il vicepremier Matteo Salvini ha ironizzato da Pinzolo: “Tra poco per fare il pieno di benzina bisogna fare un mutuo”. Forza Italia, invece, spinge l’esecutivo a fare uno sforzo in più: “Se non si proroga il decreto, una situazione già insostenibile rischia di peggiorare. Bisogna fare di tutto per trovare nelle maglie dei conti dello Stato le risorse per proseguire con il taglio sul prezzo del carburante”, ha dichiarato Luca Squeri, responsabile energia di Forza Italia.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ribadito che lo strumento delle accise mobili è l’unica opzione disponibile, ma le risorse sono limitate. Per questo, l’Italia si è unita a un’iniziativa con altri cinque paesi per chiedere all’Ue di applicare una tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere. “Stiamo vivendo uno dei più grandi shock dell’offerta degli ultimi decenni, e il malcontento per l’aumento del costo della vita sta crescendo in tutto il mondo, per questo abbiamo bisogno di un approccio congiunto che garantisca che coloro che traggono profitto dalla crisi facciano la loro parte nel ridurre l’onere per il pubblico in generale”, si legge nel documento promosso dalla Germania e firmato anche da Austria, Polonia, Portogallo e Spagna.
Le reazioni delle associazioni dei consumatori
Le associazioni dei consumatori chiedono al governo di intervenire velocemente. “Il governo Meloni dorme un sonno profondo, va in letargo, girandosi dall’altra parte, fregandosene della stangata sul primo controesodo. Insomma, altro che promesse elettorali: anche Meloni considera gli automobilisti polli da spennare”, ha dichiarato Massimo Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori. Per Assoutenti, il taglio va prorogato almeno fino al 6 settembre: “Il governo deve reperire al più presto le risorse necessarie per tagliare in modo consistente le accise sui carburanti e deve farlo in fretta, perché la salita senza sosta dei prezzi alla pompa rischia di avere effetti devastanti sull’economia italiana”.
Dall’opposizione, Antonio Misiani, responsabile economia del Partito democratico, ha rimarcato che il governo “non ha ancora chiarito se intende prorogare la misura, ridurla o lasciarla scadere: un silenzio che incombe come una spada di Damocle sulle famiglie e le imprese italiane”.
Intanto, il fronte bollette è l’altra grana che il governo si prepara ad affrontare. Già a fine luglio, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin aveva dichiarato che “preoccupa il rincaro del gas”. Un timore che, secondo fonti del ministero, non solo non è passato nel corso di agosto, ma è aumentato, davanti all’aumento delle quotazioni e alle prime previsioni sull’impatto sulle bollette di settembre. Il prezzo del gas nelle scorse ore ha toccato i livelli più alti da e Davide Tabarelli di Nomisma Energia stima che a settembre “avremo un aumento di circa il 10%”.
