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Temperature record e piogge irregolari: il clima in Italia nel 2026

Temperature record e piogge irregolari: il clima in Italia nel 2026

Il 2026 ha registrato temperature marine medie di 20 gradi con picchi estivi oltre i 26 gradi, confermando la tendenza al riscaldamento globale

Il 2026 ha segnato un altro anno di record climatici per l’Italia, con temperature marine medie che hanno raggiunto i 20 gradi centigradi e picchi estivi superiori a 26 gradi nei mesi di luglio e agosto. Questi dati, emersi dal rapporto “Il clima in Italia nel 2026” del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA) compongono un quadro preoccupante del cambiamento climatico in atto.

Temperature marine e atmosferiche: i dati del 2026

Le temperature marine del 2026 hanno superato di 1,8 gradi la media del periodo di riferimento 1991-2026, posizionandosi come il secondo anno più caldo dal 1982. Anche le temperature atmosferiche hanno mostrato un’anomalia di +1,03 gradi rispetto alla media, con tutti i mesi, tranne ottobre e novembre, più caldi del normale.

Il mese di giugno, in particolare, ha registrato un picco di 3,23 gradi sopra la media, il secondo più alto dopo il record del 2003.

Le stagioni più calde dal 1961

Tutte le stagioni del 2026 hanno chiuso con valori superiori alla media. L’estate, con un’anomalia di +1,46 gradi si è classificata al quarto posto tra le più calde dal 1961.

Anche l’inverno, con +1,21 gradi e la primavera, con +0,86 gradi rientrano tra le più calde della serie, mentre l’autunno ha mostrato un aumento più contenuto, pari a +0,16 gradi.

Piogge irregolari: Nord, Centro e Sud a confronto

Le precipitazioni nel 2026 hanno mostrato un quadro variegato. Al Nord, le piogge più frequenti hanno migliorato il quadro idrico dell’area con un aumento del 7% rispetto alla media. Al Centro, invece, le precipitazioni sono rimaste in linea con la media, mentre il Sud ha registrato un calo del 5%. Questi dati evidenziano l’irregolarità delle piogge e la necessità di adattarsi ai cambiamenti climatici.

“I dati del monitoraggio del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente confermano che il cambiamento climatico non è più una sfida del futuro, ma una realtà con cui siamo già chiamati a confrontarci”, ha dichiarato Maria Alessandra Gallone presidente di ISPRA ed SNPA. “Gli scenari elaborati da Ispra dimostrano che il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni è possibile, a condizione di accelerare il percorso con scelte fondate sulla conoscenza scientifica, sulla qualità dei dati e sulla capacità di prevenire e adattarsi ai cambiamenti. La transizione ecologica ed energetica si costruisce con la collaborazione di istituzioni, imprese e cittadini perché trasformando la conoscenza in azione potremo rendere il nostro Paese più sicuro, resiliente e competitivo.”

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