Tragedia a Torino, dove un 37enne ha tentato di uccidere la compagna al culmine di una lite per poi lanciarsi dal decimo piano del palazzo. La donna, rimasta priva di sensi durante l’aggressione, è riuscita a salvarsi e a lasciare l’abitazione insieme alla figlia di un anno. I carabinieri stanno ricostruendo l’esatta dinamica dell’accaduto.
La lite, poi l’aggressione alla compagna: il dramma a Torino
Sarebbe iniziata con una discussione per motivi definiti “futili” la drammatica sequenza avvenuta nella mattinata nel quartiere Barriera di Milano, nella periferia nord di Torino. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, come riportato dal Corriere, il 37enne Marco Sampieri avrebbe prima aggredito la compagna di 31 anni, con la quale viveva e dalla quale aveva avuto una bambina di un anno.
La situazione sarebbe poi proseguita all’interno dell’appartamento, dove il 37enne avrebbe stretto con forza il collo della compagna fino a farle perdere i sensi. La donna sarebbe quindi crollata sul pavimento, mentre l’uomo avrebbe pensato di averla uccisa. La donna, una volta ripresa conoscenza, è riuscita ad allontanarsi dalla casa insieme alla bambina, trovando rifugio nelle vicinanze.
È stata successivamente affidata alle cure dei sanitari e accompagnata in ospedale per gli accertamenti: le sue condizioni, nonostante i segni dell’aggressione, sarebbero state giudicate buone.
I vicini, che avevano sentito le urla provenire dall’appartamento, hanno assistito anche alla fase successiva. L’uomo sarebbe infatti tornato sul balcone, avrebbe preso una sedia e si sarebbe posizionato sulla ringhiera. Alcuni residenti hanno cercato di convincerlo a fermarsi ma i tentativi di dissuaderlo non sono bastati.
Tenta di strangolare la compagna davanti alla figlia, poi si suicida: le testimonianze dei vicini
Poco dopo, il 37enne si è lasciato cadere dal decimo piano del condominio, precipitando nel cortile interno dello stabile per una trentina di metri. L’impatto non gli ha lasciato scampo: quando il personale del 118 è arrivato sul posto, per l’uomo non c’era ormai più nulla da fare. Resta da chiarire cosa abbia spinto il 37enne a compiere il gesto estremo, anche se una delle ipotesi al vaglio è che possa aver creduto di avere ucciso la compagna dopo averla vista priva di sensi.
Sul caso sono in corso gli accertamenti dei carabinieri, chiamati a ricostruire con precisione la sequenza dei fatti. Dagli elementi raccolti finora non emergerebbero precedenti denunce per violenze o maltrattamenti nei confronti della donna. Come riportato dal Corriere, i vicini avrebbero tuttavia riferito agli investigatori di alcuni litigi avvenuti in passato. Il padre della 31enne ha raccontato: “Lo abbiamo spiegato ai carabinieri, non era mai successo niente prima di questo fatto”, definendo quanto accaduto “un fulmine a ciel sereno”. Un altro residente ha invece raccontato: “Abbiamo sentito le urla e poi un tonfo”.
