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Terremoto in Colombia: la storia di Diana, estratta viva dopo 30 ore

Terremoto in Colombia: la storia di Diana, estratta viva dopo 30 ore

Dopo 30 ore di incessanti operazioni di soccorso, Diana è stata salvata dalle macerie del terremoto che ha colpito Cali. Un miracolo reso possibile dalla determinazione dei soccorritori.

Il terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito la Colombia l’11 agosto ha lasciato una scia di devastazione, ma anche storie di resilienza e speranza. Tra queste, quella di Diana, una giovane donna estratta viva dopo 30 ore sotto le macerie a Cali.

Il sindaco Alejandro Eder aveva promesso sui social che non avrebbero riposato fino a quando non avessero salvato Diana.

La foto del suo volto tra le crepe del cemento armato e dei mattoni è diventata un simbolo di speranza per tutta la città.

L’estrazione di Diana: un miracolo dopo 30 ore

L’estrazione di Diana è stata un’operazione complessa e delicata, seguita in diretta dalle televisioni locali. Dopo oltre 30 ore di sforzi incessanti, i soccorritori sono riusciti ad aprire un varco sicuro tra le macerie, permettendo di portare in salvo la giovane donna.

Il sindaco Eder ha espresso la sua gioia e gratitudine in un post sui social: “Grazie a Dio, e grazie a tutti i soccorritori e ai volontari Diana è stata salvata”. La notizia è stata accolta con un lungo applauso dalla popolazione presente e dalla commozione della madre di Diana, che aveva seguito con apprensione i soccorsi fin dall’inizio.

Il bilancio del terremoto: 240 morti e oltre 570 feriti

Il terremoto ha causato gravi danni in diverse città della Colombia, con un bilancio che si aggrava di ora in ora. Secondo le ultime stime, ci sono 240 morti e oltre 570 feriti. Le famiglie delle vittime hanno pubblicato informazioni sui propri cari scomparsi su siti web gestiti dai cittadini, e fino a lunedì sera risultavano segnalate come disperse oltre 2.700 persone.

Tra le città più colpite ci sono Pereira, Cali, Quibdó, Manizales e Armenia. Pereira è la città più colpita con 60 morti, seguita da Cali con 15, Quibdó con otto e Manizales con quattro. Ottantasei gli edifici crollati e sette gli aeroporti la cui operatività è stata sospesa.

L’ospedale di Cali tra le strutture più danneggiate

Tra le strutture più danneggiate c’è l’Ospedale Universitario del Valle a Cali. Il chirurgo Juan Gallego ha lanciato un disperato appello sui social: “Tutte le persone che possano venire ad aiutare che vengano all’Ospedale Universitario del Valle. Ho molti pazienti intrappolati in terapia intensiva, abbiamo bisogno di estrarli, l’ospedale è crollato”.

Le immagini pubblicate su Instagram danno conto degli ingenti danni alla struttura ospedaliera, una delle più note cliniche private del centro di Cali. Il sisma ha provocato il crollo di un’intera ala dell’ospedale, con almeno 10 persone intrappolate e un morto confermato, ma si teme che il bilancio possa peggiorare.

Le operazioni di soccorso e gli aiuti del governo

Il presidente Abelardo de La Espriella ha annunciato un programma di aiuti destinati alla popolazione colpita dal terremoto. “Per tre mesi – ha detto – daremo la possibilità a chi è stato colpito dal terremoto di avere tutti i servizi pubblici gratis. Dobbiamo fare quello che è necessario per aiutare la gente.”

Il sindaco di Bogotá, Carlos Fernando Galán, ha riferito che al momento non si registrano danni significativi nella capitale, sebbene siano state segnalate diverse crepe in alcuni edifici. I vigili del fuoco di Bogotá stanno effettuando ispezioni quartiere per quartiere per accertare l’entità dei danni.

La comunità internazionale ha espresso la sua vicinanza alla Colombia. L’ambasciatore d’Italia a Bogotá, Giancarlo Curcio, ha dichiarato che al momento non sono segnalati connazionali in situazione di pericolo nelle zone più colpite dal terremoto. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso la sua solidarietà al popolo colombiano e a quanti sono impegnati nelle operazioni di soccorso e assistenza.

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