Due forti scosse di terremoto hanno colpito il Venezuela nel giro di pochi minuti, causando crolli diffusi, vittime e una situazione di emergenza in gran parte del Paese. Le autorità hanno dichiarato lo stato di crisi mentre proseguono le operazioni di soccorso tra macerie, blackout e interruzioni dei servizi essenziali.
Crolli, danni alle chiese e impatto sociale del terremoto in Venezuela
Il sisma ha colpito duramente anche il tessuto infrastrutturale e sociale del Venezuela. Numerosi edifici pubblici, abitazioni e strutture religiose risultano gravemente danneggiati o crollati. In particolare, diverse chiese hanno subito danni strutturali significativi, tra cui la Cattedrale di Caracas e varie parrocchie locali. Secondo testimonianze ecclesiastiche, alcune comunità hanno continuato a operare come rifugi temporanei per gli sfollati, offrendo riparo a chi ha perso la casa.
Mons. Raúl Biord Castillo ha dichiarato: “Sono appena rientrato da un giro in diverse parrocchie. Molte di esse presentano gravi danni strutturali”, mentre altre strutture sono risultate inagibili a causa dei crolli interni e delle interruzioni di elettricità e comunicazioni. Anche la diocesi di La Guaira ha riportato danni rilevanti, con il seminario diocesano compromesso e numerosi muri crollati.
Sul piano sociale, l’impatto è stato immediato: paura diffusa, famiglie separate, difficoltà nel reperire informazioni sui dispersi e un forte stress psicologico sulla popolazione. Le autorità locali e le organizzazioni umanitarie stanno cercando di ristabilire i servizi essenziali, mentre continuano le operazioni di ricerca e soccorso tra le macerie e il Paese resta in stato di emergenza nazionale.
Emergenza internazionale e risposta dei soccorsi per il terremoto in Venezuela
La risposta internazionale si è attivata rapidamente dopo il disastro. Il Centro di allerta tsunami del Pacifico Pacific Tsunami Warning Center ha emesso inizialmente avvisi per diverse aree dei Caraibi, poi in parte revocati, mantenendo però livelli di attenzione per Porto Rico e le Isole Vergini per il rischio di correnti anomale e onde improvvise. Le Nazioni Unite hanno dichiarato la piena mobilitazione del sistema di emergenza umanitaria: il coordinatore per gli affari umanitari Tom Fletcher ha confermato il contatto costante con il team ONU a Caracas, guidato da Gianluca Rampolla, per la valutazione dei bisogni prioritari e la distribuzione degli aiuti.
Diversi Paesi hanno avviato iniziative di supporto.
La Spagna ha predisposto l’invio di una squadra USAR composta da 54 soccorritori altamente specializzati nell’Unità militare di emergenza, con competenze nella ricerca e nel recupero di persone intrappolate sotto le macerie. Nel frattempo, anche organizzazioni internazionali e reti umanitarie stanno contribuendo con forniture mediche, tende e assistenza logistica per gli sfollati. Le operazioni restano complicate dalle continue scosse di assestamento e dai danni diffusi alle infrastrutture essenziali.
Violente scosse di terremoto in Venezuela: si aggrava il bilancio di morti e dispersi
Due terremoti estremamente forti, con magnitudo 7.0 e 7.5, si sono abbattuti sul Venezuela a breve distanza temporale, causando una distruzione estesa in diverse aree del Paese. Le scosse, tra le più intense mai registrate nella regione da oltre un secolo, hanno provocato il crollo di centinaia di edifici sia nella capitale Caracas sia nelle zone occidentali, lasciando la popolazione nel panico. In poche ore si sono registrati blackout nelle comunicazioni, interruzioni del gas per ragioni di sicurezza e scene di evacuazione di massa. L’aeroporto internazionale della capitale ha subito gravi danni strutturali, con il cedimento di parti del tetto e la sospensione dei voli, mentre in molte aree urbane la popolazione si è riversata in strada in stato di shock.
Il bilancio umano è in rapido aggiornamento: la presidente ad interim Delcy Rodríguez ha inizialmente riferito “32 morti e oltre 700 feriti”, per poi aggiornare i dati ad almeno 164 vittime e 971 feriti. Parallelamente, alcune fonti internazionali segnalano oltre 10mila persone disperse, dato che riflette la difficoltà di comunicazione e il collasso temporaneo delle reti telefoniche. Tra gli episodi più drammatici figurano i salvataggi di minori estratti vivi dalle macerie a La Guaira, una delle aree più colpite, dove interi edifici sono crollati.
Il sisma, secondo il Servizio geologico degli Stati Uniti United States Geological Survey, ha avuto epicentro superficiale ed è stato seguito da numerose repliche, con effetti percepiti anche in Colombia e fino all’Amazzonia brasiliana, a circa 1.700 chilometri dall’epicentro.
