L’Italia ha ottenuto un’importante opportunità per accelerare la transizione energetica grazie alla flessibilità concessa dal Patto di stabilità dell’UE. Con 14,4 miliardi di euro a disposizione, il governo può investire in energie rinnovabili e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili senza che queste spese vengano conteggiate nel deficit.
La Commissione europea ha stilato un elenco di 22 misure che possono beneficiare di questa deroga, tra cui gli investimenti in centrali nuclearipompe di caloreristrutturazioni edilizie e infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici.
Tuttavia, gli incentivi per l’acquisto di auto elettriche sono esclusi.
Investimenti in centrali nucleari e pompe di calore
Tra le misure approvate, spiccano gli investimenti in centrali nucleari una notizia positiva per il governo italiano che ha scelto di tornare alla produzione di energia nucleare. Tuttavia, è improbabile che gli investimenti possano partire prima della fine del 2028, termine previsto dall’UE.
Attualmente, il ddl Delega al Governo in materia di energia sostenibile è in fase di esame al Senato.
Le pompe di calore sono un altro punto chiave delle misure approvate. La Commissione europea ha menzionato queste tecnologie due volte, sia per le famiglie che per le imprese. Le famiglie possono beneficiare di sovvenzioni per sostituire le caldaie a combustibili fossili con pompe di calore, mentre le imprese possono ottenere incentivi per adottare tecnologie di decarbonizzazione industriale.
Infrastrutture di trasporto e efficientamento energetico
Il documento della Commissione europea include anche tre misure riguardanti le infrastrutture di trasporto. La prima riguarda gli investimenti pubblici in infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici la seconda riguarda il trasporto urbano pulito come tram e metropolitane, e la terza riguarda le infrastrutture ferroviarie e il materiale rotabile. L’Italia ha già in corso investimenti previsti dal PNRR per il trasporto pubblico locale e l’ammodernamento delle ferrovie.
Altre misure includono incentivi fiscali per infrastrutture di ricarica per veicoli elettricisovvenzioni e prestiti a tasso agevolato per la ristrutturazione di edifici e incentivi finanziari per tecnologie di decarbonizzazione industriale. Queste tecnologie includono pompe di calore, energie rinnovabili e tecnologie di stoccaggio dell’energia.
Le sfide per il governo italiano
Il ministro dell’ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin ha espresso soddisfazione per l’inclusione degli investimenti nel nucleare, ma ha sottolineato la necessità di approfondimenti tecnici. Il governo potrebbe inviare le sue proposte a Bruxelles solo ai primi di settembre, poiché le misure devono essere decise successivamente al 28 febbraio 2026 per essere ammissibili.
Il governo italiano intende utilizzare pienamente le opportunità offerte dalla nuova clausola per l’energia, ma potrebbe incontrare difficoltà con il nucleare, essendo ancora in una fase preliminare di sviluppo. Tuttavia, è probabile che verranno incentivati gli interventi per le famiglie e l’efficientamento energetico degli edifici.
