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Trasporto di armi al porto di Bari: il caso del cittadino francese con missili Akeron

Trasporto di armi al porto di Bari: il caso del cittadino francese con missili Akeron

Un autista francese di 46 anni è stato fermato al porto di Bari con tre missili Akeron nel suo furgone. Scopri i dettagli di questa complessa vicenda

Un normale controllo di routine al porto di Bari si è trasformato in un’intricata vicenda internazionale. Il 9 giugno scorso, la Guardia di Finanza ha fermato un cittadino francese di 46 anni, Regis Claude Albert Normand mentre sbarcava da una nave proveniente da Patrasso in Grecia.

All’interno del suo furgone, gli investigatori hanno trovato cinque contenitori destinati al trasporto di sistemi d’arma anticarro.

Tra questi, tre missili Akeron potenti ordigni prodotti dall’azienda francese MBDA dal 2017. La vicenda ha sollevato numerose domande sulla natura del carico e sulla regolarità del trasporto.

Il controllo e la scoperta dei missili

Durante il controllo, Normand ha mostrato tre lettere di vettura internazionale ma queste si sono rivelate troppo generiche per chiarire la natura del carico.

Gli approfondimenti hanno portato alla scoperta dei cinque contenitori. Uno era vuoto, un secondo conteneva un missile da istruzione inerte, privo di sistema di guida, propulsione e testata. Negli altri tre sono stati trovati altrettanti missili Akeron.

La perizia tecnica dell’Esercito ha stabilito che i tre ordigni devono essere considerati armi da guerra.

Un dettaglio cruciale è emerso dall’esame delle bande blu sui tubi di lancio, che secondo gli standard Nato identificano materiale destinato all’addestramento e privo di componenti esplosive. Tuttavia, i militari hanno scoperto che queste bande erano semplicemente nastro adesivo, facilmente rimovibile. Sotto di esse, è emersa una colorazione giallo-nera, associata al munizionamento ad alto esplosivo con effetto perforante.

La versione del cittadino francese

Normand ha sostenuto di essere un autista incaricato del trasporto per conto di MBDA France e di dover consegnare il materiale in Grecia alla società Altus LSA per interventi di riparazione. La difesa ha depositato documentazione commerciale e di viaggio, oltre a un’autorizzazione del ministero della Difesa francese rilasciata nel 2026 a MBDA France per attività riguardanti materiale di guerra.

Tuttavia, il Gip del Tribunale di BariValeria Isabella Valenzi ha ritenuto necessari ulteriori accertamenti, evidenziando alcune anomalie nella documentazione, tra cui timbri differenti e incongruenze nelle date. Inoltre, non sarebbero state esibite le autorizzazioni previste dalla normativa italiana per il trasporto di materiale d’armamento.

Le incongruenze e le conseguenze

Normand ha spiegato di essere un subappaltatore di una società francese specializzata anche nel trasporto di merci militari. Tuttavia, la società di trasporti intestata alla moglie, presso la quale lavora, non risulterebbe, secondo le verifiche, specializzata in questo tipo di trasporti.

Il 46enne è stato arrestato e posto in custodia cautelare in carcere. La difesa ha dichiarato che il trasporto era pienamente autorizzato dal ministero della Difesa francese ed era destinato a una base Nato in Grecia. Inoltre, il materiale trasportato sarebbe composto da modelli inerti, privi di qualsiasi capacità offensiva. La società MBDA France ha fornito documentazione tecnica e giuridica che chiarisce integralmente la regolarità dell’operazione.

Da oltre due mesi e mezzo, Normand è in carcere e si dichiara estraneo a qualsiasi condotta illecita. La difesa confida nel lavoro della magistratura barese, che sta conducendo i necessari approfondimenti. L’inchiesta dovrà ora chiarire la provenienza, la destinazione e soprattutto la regolarità del trasporto dei tre Akeron sequestrati al porto di Bari.

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