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Tre anni dal 7 ottobre, Israele ricorda il massacro di Hamas: allerta alta per nuovi attacchi

Tre anni dal 7 ottobre, Israele ricorda il massacro di Hamas: allerta alta per nuovi attacchi

A tre anni dall’attacco di Hamas, Israele commemora le vittime del 7 ottobre e lancia un nuovo allarme per possibili attentati contro i propri cittadini all’estero.

A tre anni dal 7 ottobre 2023, Israele ricorda le vittime del sanguinoso attacco di Hamas mentre torna alta l’allerta per la sicurezza degli israeliani all’estero. Nel giorno dell’anniversario, tra cerimonie commemorative in Israele, alle Nazioni Unite e a Roma, il Consiglio per la sicurezza nazionale ha avvertito del rischio di possibili attentati, invitando i cittadini a prestare particolare attenzione e a evitare alcune destinazioni considerate più esposte.

Tre anni dal 7 ottobre, Israele si ferma per ricordare le vittime: “Elevato rischio di attacchi”

A tre anni dall’attacco del 7 ottobre 2023, Israele alza il livello di attenzione anche fuori dai propri confini. Il Consiglio per la sicurezza nazionale israeliano ha lanciato un avvertimento agli israeliani che si trovano o intendono viaggiare all’estero, segnalando un rischio elevato di tentativi di attacchi contro israeliani ed ebrei, oltre alla possibilità di manifestazioni e disordini in diversi Paesi.

L’allerta è stata diffusa alla vigilia dell’anniversario e rilanciata dall’ufficio del premier israeliano.

Secondo il Consiglio, “Organizzazioni terroristiche, per primi Iran e suoi simpatizzanti, Hamas ed elementi del jihad globale considerano significativa questa data”. Tra le raccomandazioni figura quella di evitare le destinazioni sottoposte al livello 4 di allerta, in particolare Giordania, Qatar, Somaliland ed Egitto, compresa la penisola del Sinai.

Per i Paesi classificati al livello 3 viene invece consigliato di limitare l’uso dell’ebraico in luoghi affollati, mentre viene chiesto a tutti di stare lontani da cortei, proteste e grandi assembramenti. Il Consiglio ha inoltre invitato a non pubblicare preventivamente sui social informazioni relative agli spostamenti all’estero e a non diffondere contenuti che possano rendere riconoscibile un eventuale servizio prestato nelle forze di sicurezza.

L’allarme arriva in una giornata dal forte valore simbolico per Israele e per le comunità ebraiche nel mondo. Il 7 ottobre 2023, un attacco guidato da Hamas colpì numerose comunità del sud di Israele e il festival musicale Nova, provocando circa 1.200 morti e 251 persone prese in ostaggio, secondo i bilanci riportati dalle fonti internazionali. L’offensiva diede inizio alla guerra a Gaza e modificò profondamente gli equilibri dell’intera regione.

Nel terzo anniversario, le commemorazioni assumono inoltre un significato particolare perché, per la prima volta, tutti gli ostaggi risultano rientrati in Israele o i loro resti sono stati recuperati, aprendo una fase diversa del lutto per le famiglie.

Tre anni dal 7 ottobre: la commemorazione all’Onu e a Roma

Il ricordo del 7 ottobre è arrivato anche alle Nazioni Unite, dove la Missione permanente di Israele ha organizzato a New York l’evento speciale “Remembering October 7th – Rise. Recover. Rebuild”, dedicato al terzo anniversario dell’attacco. Alla cerimonia hanno partecipato diplomatici, rappresentanti istituzionali, esponenti delle comunità e ospiti internazionali, con l’obiettivo di ricordare le vittime e sottolineare la resilienza dei sopravvissuti, delle famiglie e delle comunità colpite.

Nel corso dell’appuntamento, l’ambasciatore israeliano all’Onu Danny Danon ha dichiarato: “Tre anni fa, il 7 ottobre, Hamas ha cercato di spezzarci. Ma non ci è riuscito”. Danon ha quindi indicato le minacce che, secondo Israele, restano aperte, affermando: “Abbiamo ancora delle sfide davanti a noi. Hamas e Hezbollah devono essere disarmati. L’Iran continua a perseguire la nostra distruzione. Le minacce alla sicurezza che ci circondano continuano a evolversi”. L’ambasciatore ha inoltre criticato l’atteggiamento delle Nazioni Unite nei confronti di Israele, sostenendo: “Anche in questo edificio, l’ONU sta cercando di demonizzare e isolare Israele. Hanno trasformato la vittima nell’imputato”. Nel suo intervento ha poi richiamato il tema della resilienza e della ricostruzione: “Stiamo rafforzando le nostre alleanze. Stiamo ampliando la nostra cerchia di pace e condivideremo con orgoglio la storia di Israele con il mondo intero”.

Alla cerimonia è intervenuto anche l’ambasciatore statunitense Mike Waltz, che ha invitato a non perdere la speranza: “Abbiate speranza. La pace è possibile. L’America starà al fianco del popolo ebraico”. Tra gli ospiti anche Phil McGraw, noto personaggio televisivo e autore americano, che ha affermato: “Israele non sarà mai messo a tacere né manipolato”, aggiungendo: “Sappiamo che Israele resisterà e che gli Stati Uniti saranno al suo fianco”. McGraw ha poi concluso: “La voce più forte non è quella cui bisogna prestare ascolto. Dobbiamo avere una bussola morale. E io sto con Israele e lo difendo con orgoglio”.

Il terzo anniversario si inserisce in un quadro ancora segnato dalle conseguenze dell’attacco e dalla guerra che ne è seguita. Il ricordo delle vittime si intreccia con le nuove preoccupazioni sulla sicurezza degli israeliani e delle comunità ebraiche all’estero, mentre le autorità israeliane hanno intensificato le raccomandazioni alla prudenza proprio in vista della ricorrenza.

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