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Tromba d'aria a Cremona: crolli e danni agli edifici storici

Tromba d'aria a Cremona: crolli e danni agli edifici storici

Il 28 agosto una tromba d'aria ha colpito Cremona, danneggiando gravemente il Duomo e il Palazzo Comunale. Scopri come la città sta affrontando l'emergenza.

Il 28 agosto, una violenta tromba d’aria ha colpito Cremona, lasciando dietro di sé una scia di danni significativi. La furia del vento, accompagnata da grandine e forti raffiche, ha interessato in particolare due dei simboli più importanti della città: il Duomo e il Palazzo Comunale.

Danni agli edifici storici

La tromba d’aria ha causato il crollo della copertura di una delle guglie del Duomo uno degli edifici più rappresentativi di Cremona.

Anche il Palazzo Comunale ha subito gravi danni, con il crollo del tetto della torre civica, unica testimonianza rimasta del più antico palazzo comunale, costruito nel 1206.

Interventi dei vigili del fuoco

I vigili del fuoco sono immediatamente intervenuti per mettere in sicurezza le aree interessate e verificare l’entità dei danni. Il sindaco di Cremona, Andrea Virgilio, ha descritto l’evento come molto più violento di un precedente nubifragio verificatosi circa un mese fa.

“Non parliamo soltanto di alberi e rami caduti: questa volta registriamo danni importanti anche agli edifici”, ha dichiarato Virgilio.

Conseguenze del maltempo

Oltre ai danni agli edifici, la tromba d’aria ha provocato la caduta di numerosi alberi e ha danneggiato centinaia di automobili a causa della grandine. La situazione è stata ulteriormente complicata da allagamenti e ingorghi stradali, rendendo necessaria la chiusura di alcune vie per consentire gli interventi di soccorso.

Il Centro Operativo Comunale di Protezione Civile si riunirà domani mattina per coordinare gli interventi e affrontare le emergenze conseguenti al maltempo. Nel frattempo, i cittadini sono invitati a evitare le zone interessate dagli interventi e a mantenere la massima prudenza negli spostamenti.

Caldo record e incendi

Mentre al Nord si verificavano fenomeni temporaleschi particolarmente violenti, gran parte dell’Italia continuava a fare i conti con un’ondata di caldo eccezionale. Il 28 agosto, le temperature hanno raggiunto picchi record: 46 gradi in Sardegna, 45 in Sicilia, 41 a Roma, 44 nel Cosentino, 42 in Abruzzo e 40 a Firenze.

Incendi e operazioni di spegnimento

Il caldo ha contribuito ad alimentare numerosi incendi, tra cui quello sul monte Morrone, dove le fiamme hanno interessato l’area per giorni. Per le operazioni di spegnimento sono stati impegnati oltre cento operatori da terra e tre elicotteri. Ancora più delicata la situazione in Ogliastra, dove un vasto incendio ha raggiunto le porte di Arzana, costringendo all’evacuazione di oltre cento persone.

Conseguenze sulla salute

Il caldo ha avuto anche conseguenze sulla salute. In provincia di Bologna, un giardiniere è morto il 27 agosto dopo un malore mentre lavorava al ripristino della pavimentazione di un’area verde. Il decesso potrebbe essere collegato alle temperature particolarmente elevate.

Miglioramento previsto nel weekend

Secondo il bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute, nella giornata di venerdì 28 agosto, nove città hanno registrato il massimo livello di rischio: Bari, Cagliari, Campobasso, Catania, Latina, Messina, Palermo, Reggio Calabria e Roma. Tuttavia, la situazione è destinata a migliorare progressivamente nel fine settimana.

Sabato i bollini rossi scenderanno a sei, mentre domenica saranno soltanto quattro: Catania, Messina, Palermo e Reggio Calabria. Anche i bollini arancioni, indicativi di un rischio per le persone più fragili, sono destinati a diminuire rapidamente: dagli 11 di venerdì passeranno a tre sabato e scompariranno domenica.

Domenica il caldo dovrebbe allentare la presa su gran parte del Paese, con 16 città su 27 monitorate in regime di bollino verde, mentre sette saranno in giallo, cioè in stato di pre-allerta per una possibile ondata di calore. Dopo una giornata intensa, l’Italia si prepara a lasciare alle spalle una delle fasi meteorologiche più complesse dell’anno.

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