Le dichiarazioni rilasciate da Donald Trump durante il vertice Nato di Ankara hanno riacceso le tensioni tra Washington e alcuni alleati europei. Dalle accuse rivolte a Giorgia Meloni, alla Germania e alla Francia per il mancato sostegno contro l’Iran, fino ai commenti sull’Ucraina, sulla Turchia e sulla Groenlandia, il presidente statunitense ha affrontato diversi temi di politica internazionale, delineando la propria posizione sui principali scenari geopolitici.
Trump al vertice Nato: ottimismo sull’Ucraina, apertura alla Turchia e nuove dichiarazioni sulla Groenlandia
Nel corso della visita ad Ankara, Trump ha affrontato anche altri dossier internazionali, mostrando fiducia sulla possibilità di una svolta nel conflitto tra Russia e Ucraina. Dopo aver riferito di aver parlato telefonicamente sia con Vladimir Putin sia con Volodymyr Zelensky, il presidente americano si è detto convinto che entrambe le parti siano interessate a un’intesa.
“Penso che entrambi vogliano un accordo“, ha affermato, aggiungendo che, nonostante il tempo trascorso, “qualcosa verrà fuori“ a breve.
Parole particolarmente positive sono state invece riservate al presidente turco Recep Tayyip Erdogan, definito “un grande amico” e “un leader rispettato da tutto il mondo“. Trump ha elogiato la forza delle Forze armate turche e dell’industria della difesa del Paese, lasciando inoltre intendere una possibile apertura sulla vendita dei caccia F-35 ad Ankara.
Ha persino ammesso che la presenza di Erdogan come padrone di casa sia stata determinante per la sua partecipazione al summit, dichiarando: “Ero molto deluso dalla Nato” e spiegando che, senza il vertice organizzato in Turchia, “è possibile che non sarei venuto“.
Il presidente statunitense è tornato infine sul tema della Groenlandia, ribadendo la convinzione che il territorio dovrebbe passare sotto il controllo degli Stati Uniti. Secondo Trump, la Danimarca non investirebbe risorse sufficienti per sostenere l’isola, mentre quest’ultima rappresenterebbe un’area di grande valore strategico per Washington, anche alla luce della presenza di navi russe e cinesi nella regione. “La Groenlandia dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti, non dalla Danimarca“, ha dichiarato, arrivando anche a evocare l’ipotesi di un ridimensionamento della presenza militare americana in Europa con l’avvertimento: “Potremmo ritirare tutti i nostri soldati dall’Europa. Farebbero meglio a stare attenti“.
Trump al vertice Nato, nuovo attacco all’Italia e a Giorgia Meloni: “Mi piace ma….”
In occasione del vertice della Nato ad Ankara, il presidente statunitense Donald Trump ha rivolto dure critiche ad alcuni partner europei, accusandoli di non aver sostenuto Washington durante il conflitto con l’Iran. Prima dell’incontro bilaterale con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il leader americano ha dichiarato che “L’Italia ci ha rifiutato aiuto“, aggiungendo che lo stesso atteggiamento sarebbe stato adottato anche da Germania e Francia. Trump ha quindi espresso il proprio disappunto chiedendosi: “Perché spendiamo centinaia di miliardi di dollari e loro non ci sostengono? Noi ci siamo sempre stati per loro“.
Successivamente ha precisato che gli Stati Uniti non avevano realmente bisogno di un supporto operativo, sostenendo che la richiesta rappresentasse soprattutto un modo per verificare la fedeltà degli alleati. “Non avevamo bisogno di alcun aiuto. E in un certo senso, stavo mettendo alla prova le persone, stavo verificando se sarebbero state dalla nostra parte“, ha spiegato, aggiungendo di non essere convinto che i partner europei avrebbero dimostrato solidarietà.
Secondo il presidente americano, il rifiuto di partecipare alle operazioni nello Stretto di Hormuz e più in generale contro l’Iran ha incrinato anche il rapporto con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Pur definendola “una brava persona“, Trump ha ribadito che la premier italiana “si è rifiutata di aiutarci“, sottolineando che questo comportamento ha raffreddato le relazioni bilaterali. Ha comunque precisato di non aver esercitato particolari pressioni su Roma, pur ritenendo che Meloni abbia commesso un errore: “Lei non c’è stata per noi e questo non mi ha reso felice“.
