La portaerei Uss Abraham Lincoln impegnata in una missione nel Medio Oriente è al centro di una crisi senza precedenti. Con oltre 250 giorni consecutivi in mare, l’equipaggio affronta condizioni estreme che stanno mettendo a dura prova la loro salute mentale e fisica.
Partita da San Diego il 21 con una missione programmata nel Pacifico la nave è stata dirottata verso il Medio Oriente a causa dell’escalation militare con l’Iran.
La missione, inizialmente prevista per sette mesi, è stata prorogata più volte, causando un forte stress psicologico tra i marinai.
Condizioni critiche a bordo
Le testimonianze dei familiari e dei membri dell’equipaggio descrivono una situazione drammatica. Docce ammuffiteservizi igienici guasti e lavanderie fuori uso per settimane sono solo alcuni dei problemi segnalati. Inoltre, l’acqua calda è stata disponibile solo per periodi limitati, e il cibo è stato razionato, con pasti ridotti a mezza tazza di riso e due tortillas in alcuni casi.
La mancanza di beni di prima necessità come sapone, deodorante e dentifricio ha aggravato la situazione. L’equipaggio ha anche denunciato problemi con il sistema postale con ritardi di mesi nella consegna dei pacchi destinati ai marinai.
Tentativi di suicidio e stress psicologico
La tensione è così alta che sono stati segnalati tentativi di suicidio da parte di alcuni marinai.
Una donna ha raccontato che suo marito, dopo aver tentato di gettarsi in mare, temeva di essere congedato con disonore, compromettendo una carriera militare di 13 anni. In un altro episodio, un marinaio è riuscito a impedire a un collega di saltare in acqua, afferrandolo e riportandolo sul ponte.
Durante un incontro a San Diego circa 200 familiari dei militari hanno espresso le loro preoccupazioni direttamente ai vertici della Marina tra cui il segretario ad interim Hung Cao. Una donna ha accusato i vertici di aver “spezzato il rapporto di fiducia tra noi e la leadership”, mentre un’altra ha raccontato in lacrime che il marito le aveva scritto di sperare di “non svegliarsi domani”.
Le risposte delle autorità
Il capo del PentagonoPete Hegseth ha ridimensionato le notizie sulle difficili condizioni a bordo, sostenendo che siano state “completamente travisate”. “Ci assicuriamo che ogni nave, ogni membro dell’equipaggio e ogni comandante abbia tutto ciò che possiamo fornire in ogni singolo momento”, ha dichiarato Hegseth durante una visita a Panama.
La Marina americana ha assicurato che non ci sono stati aumenti significativi di segnalazioni di ideazione suicidaria o tentativi di suicidio a bordo. Tuttavia, ha riconosciuto che la guerra ha interrotto i tradizionali canali di rifornimento in Medio Oriente imponendo di dare priorità prima al cibo, poi ai prodotti per l’igiene e infine alla posta.
Secondo un funzionario della Marina, le informazioni provenienti dalla nave confermano attualmente “accesso continuo ad acqua pulita, aria condizionata funzionante e opzioni alimentari salutari”. Tuttavia, le testimonianze dei familiari e dei marinai raccontano una realtà molto diversa.
Intanto, gli Stati Uniti si preparano a inviare la portaerei Uss George Washington in Medio Oriente per sostituire la Lincoln. Il piano di rotazione era già stato programmato prima delle recenti polemiche, ma il collegamento con le condizioni a bordo è stato immediato.
