Ultimo aggiornamento: 29 giugno 2026
A Viareggio, le famiglie delle 32 vittime e gli avvocati hanno rinnovato l’appello alla corretta lettura delle sentenze durante le commemorazioni del 17° anniversario della notte del 29 giugno 2009, mentre resta alta la tensione pubblica dopo la conferma della condanna e l’ingresso in carcere di Mauro Moretti.
L’attenzione della comunità è concentrata sul ricordo e sulla responsabilità accertata dai giudici dopo un iter durato anni. La discussione pubblica si è intensificata in parallelo alle cerimonie cittadine e alle reazioni politiche successive alla decisione della Corte di Cassazione dell’8 gennaio 2026.
Cassazione dell’8 gennaio 2026 e responsabilità accertate
Il percorso giudiziario ha attraversato oltre diciassette anni, con sette gradi di giudizio e il coinvolgimento di numerosi magistrati.
La Cassazione ha accertato responsabilità a vario titolo per gli amministratori delegati coinvolti, pur non riconoscendo l’aggravante relativa alla violazione della normativa sulla sicurezza del lavoro, circostanza che ha determinato la prescrizione degli omicidi colposi. Le famiglie ricordano che le condanne sono il risultato di un processo complesso e non di una decisione isolata.
Tra i punti richiamati in motivazione, i giudici hanno sottolineato che chi esercita la direzione in organizzazioni complesse ha obblighi di garanzia e il dovere di predisporre un sistema di controllo e manutenzione adeguato ai rischi noti. La criticità della rottura degli assili dei carri merci per corrosione o difetti era già nota nel settore prima del 2009. L’associazione dei familiari richiama anche la prova documentale e testimoniale del ruolo di Moretti sia come amministratore delegato di RFI sia nella holding, con attività di «direttivo e coordinamento».
Commemorazioni del 17° anniversario a Viareggio
La città ha organizzato una giornata di ricordo con una messa alle 11 al cimitero della Misericordia momento istituzionale dedicato alla memoria individuale e collettiva delle vittime. In serata è prevista la tradizionale Camminata civile con partenza alle 21.15 dalla Chiesina dei Pescatori in Darsena e arrivo alla Casina dei Ricordi lungo un percorso pensato per coinvolgere cittadini e istituzioni. Alle 23.48, l’ora precisa dell’esplosione del convoglio, i nomi delle 32 vittime saranno letti ad alta voce con il rintocco della campana.
Il programma è arricchito da un evento musicale al Beach Stadium il concerto intitolato ” Dopo la notte “, curato nella direzione artistica da Veronica Lucchesi e presentato da Serena Dandini con la partecipazione di artisti come Malika Ayane e Paola Turci. Per i familiari, la musica assume un valore simbolico nel percorso di elaborazione del lutto e nella riaffermazione della memoria pubblica della tragedia.
Reazioni pubbliche e visita al carcere di Orvieto
Nel dibattito successivo alla conferma delle condanne, un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha richiamato la fine di un presunto regime di impunità per i vertici, citando il vasto materiale processuale come elemento che dimostrerebbe responsabilità diffuse. Secondo questa posizione, la scelta di comprimere ambiti della sicurezza avrebbe avuto conseguenze fatali, alla luce dei rischi già noti sulla rete e sul materiale rotabile.
Un parlamentare ha visitato la casa circondariale di Orvieto e ha incontrato Mauro Moretti, fondendo nel proprio comunicato il dolore delle famiglie e una critica ad alcuni aspetti interpretativi della sentenza ritenuti di natura più «oggettiva» che personale. Nelle dichiarazioni pubbliche è stato richiamato anche il tema delle condizioni detentive, ribadendo nel contempo il rispetto dovuto al verdetto. Le famiglie hanno espresso rammarico per la narrazione che, a loro avviso, rischia di trasformare i condannati in vittime.
Prescrizioni, dibattito sulla «oggettiva» e posizione delle famiglie
L’assenza dell’aggravante sulla sicurezza del lavoro ha comportato la prescrizione degli omicidi colposi, scelta apprezzata dagli imputati per i suoi effetti processuali. Le famiglie e gli avvocati, tuttavia, hanno ribadito che il giudizio di responsabilità è rimasto, richiamando le pronunce di merito e legittimità che hanno riconosciuto condotte colpose in un quadro di direzione e controllo. La loro richiesta è di non oscurare le decisioni definitive né attenuarne la portata nel discorso pubblico.
L’associazione dei parenti ha contestato chi parla di una supposta responsabilità «oggettiva» applicata ai dirigenti, ritenendola una lettura distorta che genera allarme tra manager e investitori. Per i familiari, le condanne si fondano sui classici principi di responsabilità colposa applicati a infortuni e incidenti, con riscontri istruttori in documenti e deposizioni. Le posizioni critiche, pur richiamando questioni di tecnica processuale, non scalfiscono, per l’associazione, la ricostruzione dei fatti accolta nei diversi gradi di giudizio.
Nel giorno del raccoglimento, i parenti delle vittime hanno affermato che ciò che addolora è la percezione pubblica che trasforma i condannati in vittime. Hanno inoltre richiamato il doppio profilo di Moretti, riferendosi tanto alla funzione svolta come amministratore delegato di RFI quanto al ruolo nella holding, in ragione delle prove sulla catena di comando e sull’effettivo esercizio di direzione. Il messaggio rivolto alla città è stato di mantenere il 29 giugno come giorno di memoria e giustizia, con il coinvolgimento delle istituzioni e della comunità locale.
La mobilitazione cittadina mira a coniugare il ricordo con la riflessione sulle responsabilità e sulle pratiche di prevenzione. Tra riti civili, momenti religiosi e iniziative culturali, Viareggio riafferma la centralità delle 32 vite perdute e il percorso giudiziario che ne ha definito le responsabilità. Nel frattempo, il confronto tra le parti prosegue tra richiami al rispetto delle sentenze, analisi delle motivazioni della Cassazione e attenzione alle condizioni detentive seguite all’ingresso in carcere dell’ex amministratore delegato.
