Time lapse gravidanza – feto COMMENTA  

Time lapse gravidanza – feto COMMENTA  

Un meraviglioso video in time-lapse che mostra l’incredibile evoluzione del feto nei nove mesi all’interno dell’utero materno. Ecco come si evolve, come si sviluppa e prende forma…il miracolo della vita!

La vita è veramente meravigliosa! E lo sviluppo della vita umana nel grembo materno è semplicemente incredibile. Ecco il processo dei 9 mesi di gravidanza, riassunti in soli 4 minuti. Una riproduzione da brividi realizzata dal team di medici di Medicine Forever

La gravidanza dura generalmente 40 settimane dalla data dell’ultima mestruazione e i medici tendono a misurarla in settimane e non in mesi.

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Il periodo che passa tra un ciclo mestruale e l’altro è in media di 28 giorni.

Se il ciclo è regolare, l’ovulazione ha luogo intorno al 14simo giorno. Quando l’ovulo viene fecondato ha inizio la gravidanza e il prodotto del concepimento (chiamato blastocisti) scende giorno dopo giorno dalla tuba fino alla cavità uterina dove si impianterà.

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Da quel momento trascorreranno circa 35 settimane durante le quali l’embrione diventerà feto e poi nascerà un bambino:

4/5 settimane: ha luogo una fase definita di “annidamento”: l’embrione si attacca alle pareti dell’utero attraverso una fitta rete di molecole adesive che vengono prodotte sette giorni dopo la fecondazione. In questo modo viene collegato alla circolazione sanguigna dell’organismo materno. In questa fase misura circa 5 millimetri, il suo cuore batte già, il sesso è già determinato, il cervello inizia a formarsi.

6/7 settimane: alla fine della settima settimana l’embrione è lungo 10 millimetri
8/9 settimane: procede la formazione di occhi, bocca, orecchie, mani e piedi, cuore, polmoni, reni, fegato e intestino. L’embrione cresce fino a 22 mm.

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10/14 settimane: dalla decima settimana in poi non si parla più di embrione ma di feto. Alla 12a settimana il feto è completamente formato e d’ora in avanti dovrà crescere e maturare. Il bambino si muove, ma i suoi movimenti non possono ancora essere avvertiti dalla mamma. La frequenza del battito cardiaco è circa il doppio di quella di un adulto. Il bimbo cresce fino a circa 85 mm. e pesa 25 gr. I sintomi fastidiosi della gravidanza (nausea, stanchezza, etc.) possono iniziare a migliorare. Il rischio di aborto spontaneo inizia a diminuire al termine della 14sima settimana.
15/22 settimane: il feto cresce rapidamente. I primi movimenti fetali vengono avvertiti dalla mamma all’inizio di questo periodo se si tratta di un secondo bimbo, o alla fine se si tratta della prima gravidanza: i primi movimenti vengono percepiti come un guizzo di pesce o un frullio d’ali. A 22 settimane il bimbo pesa circa tre etti e mezzo.
23/30 settimane: il bambino risponde agli stimoli sonori e tattili. Deglutisce piccole quantità di liquido amniotico ed urina nel sacco amniotico. Può avere il singhiozzo e si succhia spesso il pollice. Il suo cuoricino può essere percepito dal papà se questi appoggia l’orecchio nel punto giusto dell’addome materno. Il bimbo sente i rumori attorno a sé anche se attutiti dall’acqua. Ascolta anche le voci e le può riconoscere. Gradisce la musica. Può distinguere la luce dal buio. Dopo la 24sima settimana il bambino ha probabilità di sopravvivenza in caso di parto prematuro. Alla 30a settimana la lunghezza dalla testa al pollice è di circa 24 cm. Il peso è circa 1.400 gr. Ha inizio il congedo parentale: se le condizioni fisiche lo permettono la mamma può lavorare fino all’ottavo mese di gravidanza presentando un certificato medico che attesta la sua buona salute.
31/36 settimane: il feto si muove con regolarità, soprattutto di notte quando la mamma riposa e lui non viene cullato dai movimenti. Può trovarsi già in posizione corretta per il parto, ma anche in posizione podalica (con i piedi in giù). C’è ancora tempo per girarsi, però, e per nascere in modo naturale. Potrebbero presentarsi delle lievi contrazioni preparatorie.
37/40 settimane: il bambino pesa tra i 2 chili e mezzo e 3 chili, è lungo circa 50 cm. Inizia a compiere i primi movimenti respiratori. Intorno alla 38sima settimana la sua testa scende nelle pelvi e il bambino si impegna con il corpo a prepararsi alla nascita. Anche la pancia della mamma si abbassa.

Tutta la gravidanza: il corpo della mamma che cambia, l’embrione che diventa feto, i disturbi e gli esami da fare, le scoperte, il tutto corredato da tante immagini e nozioni da ricordare. Tutta la gravidanza divisa per nove mesi e 40 settimane

Siamo arrivati alla fine di questo meraviglioso percorso. Il nono mese inizia a 35 settimane + 1 giorno e termina a 40 settimane.

Vi siete informate sull’eventuale donazione del cordone ombelicale? E l’epidurale? Se decidete di richiederla dovete fare le visite del caso altrimenti non ve la fanno nemmeno se vi mettete in ginocchio… Al primo parto non avevo fatto la visita e quando l’ho chiesta mi hanno detto di no…Quindi prendetevi in tempo!

Ecografia morfologica: quando farla?

La ecografia morfologica viene effettuata nel secondo trimestre di gravidanza e viene prescritta dai ginecologi, come controllo di routine da eseguire tra la 19ma e la 21ma settimana di gravidanza.

Il periodo di riferimento da tenere in considerazione per la prescrizione di questo esame, è un elemento molto importante.

Intorno al 5° mese di gravidanza, infatti, il feto è sufficientemente grande per permettere al medico di valutare con precisione la regolare formazione ed il corretto sviluppo di alcuni organi vitali. Tuttavia, nel caso in cui si presumano eventuali problemi a carico degli organi vitali del feto, può essere richiesta anche una morfologica precoce, che può essere effettuata sin dalla 16ma settimana.

Quali organi sono controllati durante l’ecografia morfologica?

In particolar modo, questo esame è un valido strumento di controllo che, se effettuato da personale altamente qualificato e competente, può consentire di togliersi qualche piccola grande curiosità (come per esempio il sesso del piccolo) e di scoprire eventuali malformazioni strutturali del feto.

Gli organi che costituiscono oggetto d’esame durante l’ecografia morfologica solitamente sono:

la testa(con esame approfondito del profilo, delle labbra, della struttura del tessuto oculare, della conformazione degli occhi, della distanza che li separa l’uno dall’altro e delle varie parti del cervello);
la conformazione ossea della colonna vertebrale (esame utile per accertare la totale assenza di malformazioni a carico della spina dorsale);
la cassa toracica e gli organi interni(polmoni, intestino, stomaco);
le pareti dell’addome (per essere certi della totale chiusura delle pareti addominali);
cuore(con analisi dettagliata eseguita esaminando le varie sezioni dell’organo, la regolarità del battito, il flusso sanguigno);
cordone ombelicale (analisi necessaria per assicurarsi che il feto riceva il giusto apporto nutritivo nel corso della sua vita intrauterina);
arti superiori ed inferiori (per verificare il corretto sviluppo degli arti e valutarne il regolare accrescimento).
Un esame che interessa il feto e ne analizza la conformazione a 360 gradi dunque.

Ma oltre a questo, l’esame morfologico può essere un valido strumento anche per prevenire o contrastare la comparsa di pericolose patologie che, in quest’epoca gestazionale potrebbero fare capolino.

Tra queste, ricordiamo la gestosi e la grave condizione di IUGR (scarso accrescimento intrauterino del feto).

Mentre la gestosi è una grave patologia che colpisce le donne in stato di gravidanza e di cui le cause scatenanti sono ancora pressoché sconosciute, il ritardo di crescita intrauterino può avere diverse cause (un malfunzionamento della placenta, una resistenza a carico delle arterie uterine).

È per questo che, durante l’esame morfologico il professionista che esegue l’esame dovrebbe (e sarebbe opportuno pretendere che lo faccia!) controllare il corretto funzionamento delle arterie uterine.

Le arterie sono due, sono poste ai lati dell’inguine della donna ed assolvono all’oneroso compito d’irrorare la placenta e garantirne il corretto funzionamento.

Una resistenza a carico di queste arterie, deve quindi fungere da serio campanello d’allarme e dovrebbe essere sufficiente per richiedere una sequela di controlli più serrati (flussimetria) e finalizzati a garantire la regolarità dei flussi sanguigni.

Controlli che sono assolutamente necessari tanto per monitorare l’accrescimento del feto quanto per riuscire ad intervenire in tempo con adeguate terapie farmacologiche o addirittura, anticipando la data del parto laddove ve ne sia la necessità.

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