L’8 agosto 2026, durante la cerimonia di commemorazione dei 70 anni dalla tragedia di Marcinelle, che costò la vita a 262 minatori, di cui 136 italiani, la memoria si è scontrata con la politica. Un gesto di protesta durante la lettura del messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella da parte del presidente del Senato Ignazio La Russa ha acceso una polemica che ha coinvolto il governo, i sindacati e l’opposizione.
La protesta durante la cerimonia
Durante la cerimonia al Bois du Cazier, alcuni rappresentanti del sindacato belga Fgtb, con i fazzoletti rossi al collo, si sono voltati di spalle mentre La Russa leggeva il messaggio di Mattarella. La protesta è stata rivendicata dal sindacato belga, che ha spiegato di voler contestare la presenza di partiti fascisti, tra cui Fratelli d’Italia.
Vincent Pestieau, segretario regionale del Fgtb a Charleroi, ha dichiarato: “Ci siamo girati noi, perché siamo contro la presenza di partiti fascisti, e per noi FdI è un partito di estrema destra.”
Le reazioni politiche
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito il gesto “grave e vergognoso”, sottolineando che “Marcinelle non è il luogo per le divisioni politiche, ma della memoria, del rispetto e della dignità del lavoro”.
Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha parlato di “squallida propaganda”, ricordando che “la storia di Marcinelle è una storia di sacrificio e di emigrazione italiana”.
Le smentite e le accuse
Il segretario generale della CGIL Maurizio Landini ha smentito con fermezza le accuse, definendole “bugie” e affermando che “la CGIL non si gira mai dall’altra parte”. Landini ha anche criticato la presidente del Consiglio, dicendo che “trovo singolare che il nostro presidente del Consiglio, con tutti i problemi che gli italiani oggi hanno, trovi il tempo di commentare delle bugie”.
Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, ha ribadito di avere le prove della protesta, affermando di avere “le foto” che dimostrano il gesto. Maurizio Gasparri, presidente della commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, ha definito il comportamento “inimmaginabile e davvero irresponsabile”.
Il significato storico di Marcinelle
La tragedia di Marcinelle, avvenuta l’8 agosto 1956, è uno dei simboli più dolorosi dell’emigrazione italiana del dopoguerra. Tra il 1946 e il 1956 oltre 140 mila italiani partirono per il Belgio per lavorare nelle miniere di carbone della Vallonia. Le condizioni di lavoro erano estremamente dure e i lavoratori vivevano spesso in strutture precarie. La tragedia ha segnato profondamente la storia del lavoro e dell’emigrazione italiana, diventando un monito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Nel 2026, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione per istituire l’8 agosto come Giornata europea in memoria delle vittime del lavoro e per la tutela e la dignità dei lavoratori. Questo riconoscimento sottolinea l’importanza di mantenere viva la memoria di Marcinelle e di impegnarsi per la prevenzione degli incidenti e la sicurezza sul lavoro.
La commemorazione di quest’anno ha assunto un peso politico particolare, con la protesta che ha diviso le istituzioni e i sindacati. Al centro, però, rimangono i 262 uomini che quel giorno non tornarono in superficie e i 136 italiani che avevano lasciato il proprio Paese alla ricerca di un lavoro e di una vita migliore.
