La morte della bimba di 4 anni a Palermo per difterite apre un nuovo fronte giudiziario: i genitori sono indagati per omicidio colposo, mentre il cuginetto, risultato positivo al batterio, è ricoverato e in miglioramento.
Il cuginetto positivo alla difterite migliora: profilassi e controlli a Palermo
L’attenzione sanitaria resta alta anche dopo la positività alla difterite del cuginetto di Anna Rosa, anche lui di 4 anni e ricoverato all’ospedale dei Bambini di Palermo.
Il piccolo avrebbe manifestato sintomi analoghi a quelli comparsi inizialmente nella cugina, ma il decorso risulta al momento decisamente meno preoccupante. Il bambino, infatti, avrebbe già ricevuto i primi tre cicli di vaccinazione, circostanza che potrebbe aver contribuito a proteggerlo dalle conseguenze più severe dell’infezione. Il direttore sanitario dell’Arnas Civico, Domenico Cipolla, ha riferito che “sta migliorando clinicamente” e che gli esami hanno evidenziato immunoglobuline antidifteriche presenti a livelli protettivi.
Rimane comunque ricoverato, in isolamento e sotto costante osservazione.
I disturbi sarebbero limitati principalmente a febbre, mal di gola e placche, senza segnali di un aggravamento. Nel frattempo, genitori e componenti della famiglia allargata hanno seguito la profilassi antibiotica e stanno procedendo con le vaccinazioni, mentre l’Asp di Palermo continua a ricostruire i contatti della bambina deceduta per individuare possibili ulteriori casi e cercare di risalire all’origine del contagio.
Bimba morta di difterite, svolta nell’inchiesta: indagati entrambi i genitori
Come riportato da Mediaset Tgcom24, si allarga l’inchiesta sulla morte di Anna Rosa Bartolotta, la bambina di 4 anni deceduta a Palermo dopo aver contratto la difterite. I genitori sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo: un passaggio che, allo stato attuale, viene considerato un atto dovuto a garanzia della coppia in vista dell’autopsia, alla quale potranno partecipare anche consulenti nominati dalla famiglia. Gli accertamenti dovranno chiarire soprattutto quale peso abbia avuto la mancata vaccinazione obbligatoria nell’evoluzione della malattia. Secondo l’ipotesi al vaglio degli inquirenti, infatti, l’assenza dell’immunizzazione potrebbe configurare un’omissione rilevante ai fini della contestazione.
La decisione di non vaccinare Anna Rosa non avrebbe riguardato soltanto lei: anche i tre fratelli non sarebbero stati immunizzati e avrebbero ricevuto il vaccino dopo la morte della bambina. Alla base della scelta dei genitori ci sarebbe la convinzione che una precedente vaccinazione avesse provocato l’autismo in un cuginetto.
Dopo aver ascoltato i medici e la pediatra che aveva seguito la piccola prima del ricovero all’ospedale Cervello, gli investigatori avrebbero concentrato l’attenzione sulla diffusione della sfiducia nei vaccini nel quartiere Zen, dove risiede la famiglia. La pediatra avrebbe segnalato difficoltà crescenti nel convincere alcune famiglie a immunizzare i figli, anche a causa della falsa associazione tra vaccini e autismo. La Procura minorile ha quindi disposto controlli urgenti nelle scuole materne ed elementari della zona nord di Palermo per verificare quanti bambini frequentino senza aver completato le vaccinazioni obbligatorie.
