> > Caso Orlandi-Gregori, spunta un locale segreto sotto il bar dell'amica

Caso Orlandi-Gregori, spunta un locale segreto sotto il bar dell'amica

Caso Orlandi-Gregori, spunta un locale segreto sotto il bar dell'amica

La Commissione parlamentare d’inchiesta torna nell’ex bar Baffo, dove Mirella Gregori fu vista per l’ultima volta: ci sarebbe un sotterraneo sigillato, mentre proseguono gli accertamenti anche sul possibile legame con la scomparsa di Emanuela Orlandi.

Un locale sotterraneo non riportato nelle planimetrie riaccende i riflettori sulla scomparsa di Mirella Gregori, la quindicenne sparita a Roma il 7 maggio 1983, e sulle possibili piste ancora da approfondire. La Commissione parlamentare d’inchiesta ha effettuato un sopralluogo nell’ex bar Baffo, in via Nomentana, dove la ragazza incontrò l’amica Sonia De Vito poco prima di far perdere le proprie tracce.

La vicenda torna così al centro dell’attenzione insieme al caso di Emanuela Orlandi, scomparsa il 22 giugno dello stesso anno: due misteri che da decenni alimentano interrogativi e ipotesi di collegamento, senza che sia stata finora dimostrata una connessione concreta tra le due sparizioni.

La scomparsa di Mirella Gregori e i punti ancora da chiarire

Per comprendere l’importanza dell’ispezione bisogna tornare al 7 maggio 1983, giorno in cui Mirella uscì di casa senza fare più ritorno. La ragazza, che frequentava l’Istituto Commerciale femminile Padre Reginaldo Giuliani, era appena rientrata da scuola quando, intorno alle 14, rispose al citofono. Dall’altra parte c’era un giovane che si presentò con il nome di Alessandro e le chiese di scendere per salutarlo.

Alle 15:20 circa, la quindicenne lasciò l’abitazione di via Nomentana 91 senza portare con sé i propri effetti personali, dicendo alla madre che sarebbe tornata presto. Raggiunse quindi il bar dei De Vito, situato poco distante, dove incontrò l’amica Sonia. Secondo le ricostruzioni, le due ragazze si trattennero nel bagno del locale per circa un quarto d’ora. Quando Mirella uscì, di lei si persero le tracce. Durante le testimonianze agli inquirenti, Sonia avrebbe riferito che l’amica aveva intenzione di andare a Villa Torlonia insieme ad altri giovani, mentre la madre ricordò che la figlia le aveva detto di dover raggiungere Porta Pia. Le diverse indicazioni sulla destinazione e gli ultimi spostamenti della ragazza restano elementi rilevanti per ricostruire quelle ore.

Il caso di Mirella viene spesso accostato a quello di Emanuela Orlandi, scomparsa a Roma il 22 giugno dello stesso anno. Tra gli elementi che hanno alimentato le ipotesi di un possibile collegamento figurano l’età delle due ragazze, entrambe quindicenni, alcune telefonate anonime ricevute dalla famiglia Gregori e le dichiarazioni di Marco Fassoni Accetti, che nel corso degli anni si è attribuito un ruolo nelle due vicende. Tuttavia, non è stata dimostrata in modo definitivo una connessione tra le due sparizioni.

Caso Orlandi-Gregori, spunta un locale segreto sotto il bar dell’amica

L’inchiesta sulla scomparsa di Mirella Gregori, la quindicenne sparita a Roma il 7 maggio 1983, torna a concentrarsi sull’ex bar Baffo, conosciuto anche come bar Italia, in via Nomentana 81. Dopo la scoperta riportata dal Corriere della Sera il 3 settembre 2026, una delegazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sui casi di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi pare abbia effettuato un sopralluogo l’8 ottobre nello stabile, oggi sede di una tavola calda biologica. A guidare l’ispezione sarebbe stato il presidente della Commissione, che ha voluto verificare alcuni aspetti della struttura dopo l’audizione di Moreno Balestro, responsabile del settore Servizi catastali della Direzione centrale Servizi catastali. Al centro degli accertamenti, la possibile presenza di passaggi o uscite non documentati.

Come ricostruito dal giornalista Fabrizio Peronaci, sotto il locale, che all’epoca apparteneva ai genitori di Sonia De Vito, amica di Mirella, sarebbe presente una botola che conduce a un ambiente sotterraneo. Il vano avrebbe una superficie paragonabile a quella del bar, con dimensioni stimate di circa cinque metri per venti, ma non risulterebbe riportato nella planimetria esaminata. Inoltre, secondo quanto emerso, i commissari non sarebbero riusciti a ottenere dal Catasto la documentazione richiesta.

Oggi l’accesso alla cantina risulterebbe chiuso e sigillato con cemento, rendendo impossibile un’ispezione diretta. La delegazione avrebbe inoltre verificato che l’ingresso di via Nomentana 81 costituiva l’unica uscita del bar, mentre sul retro era presente un piccolo cortile interno. «Utile ai fini dei nostri lavori»: così il presidente Roscani avrebbe definito il sopralluogo, spiegando all’Adnkronos che nella cantina «dovranno essere svolti accertamenti». Il presidente avrebbe poi aggiunto che sono stati individuati «altri elementi di interesse che ritengo debbano essere approfonditi». Saranno gli ulteriori riscontri a chiarire se questi dettagli possano contribuire alla ricostruzione dei fatti.

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