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Danimarca, Frederiksen annuncia: "Pronti a chiudere le frontiere se ripartono i flussi migratori"

Danimarca, Frederiksen annuncia: "Pronti a chiudere le frontiere se ripartono i flussi migratori"

La Danimarca è pronta a rafforzare i controlli alle frontiere. L'annuncio della premier Frederiksen.

La Danimarca è pronta a rafforzare i controlli alle frontiere e, in caso di una nuova ondata migratoria attraverso l’Europa, anche ad arrivare alla loro chiusura completa come extrema ratio. A dirlo è stata la premier danese Mette Frederiksen, intervenendo oggi al Folketing, il Parlamento di Copenaghen, durante il dibattito urgente dedicato alla crisi migratoria e alla situazione verificatasi a Ceuta.

“Una politica migratoria rigorosa è fondamentale per la Danimarca e per l’Europa“, ha dichiarato Frederiksen, definendo “inquietanti” le immagini arrivate dall’enclave spagnola in Nord Africa. La posizione di Copenaghen si inserisce in un confronto europeo sempre più acceso sulla gestione dei flussi migratori e sulla protezione delle frontiere esterne dell’Unione.

Frederiksen: “In ultima istanza possiamo chiudere le frontiere”

La premier danese ha chiarito che il governo è disposto ad adottare misure straordinarie qualora dovesse verificarsi una nuova situazione di forte pressione migratoria. Il rafforzamento dei controlli rappresenterebbe il primo livello di intervento, mentre la chiusura delle frontiere sarebbe presa in considerazione soltanto come ultima possibilità. La linea di Frederiksen è coerente con la posizione particolarmente rigida assunta dalla Danimarca negli ultimi anni sul tema dell’immigrazione.

Nei giorni scorsi la premier aveva già sostenuto la necessità di una risposta europea più dura alla crisi di Ceuta, arrivando a chiedere di valutare anche la sospensione della cooperazione Schengen con la Spagna.

La questione è diventata ancora più delicata dopo l’arrivo di decine di migliaia di migranti nell’enclave spagnola di Ceuta, episodio che ha riacceso in Europa il dibattito sulla gestione delle frontiere e sul rischio di nuovi movimenti migratori di massa.

Danimarca e Italia chiedono una risposta più dura dell’Europa

La posizione danese si è intrecciata nelle ultime settimane con quella italiana. Mette Frederiksen e Giorgia Melonihanno firmato una lettera congiunta indirizzata ai vertici dell’Unione europea, chiedendo un intervento più deciso per rafforzare le frontiere esterne e contrastare l’immigrazione irregolare. Le due premier hanno inoltre sostenuto la necessità di rendere più efficaci i rimpatri e di valutare soluzioni come i centri di rimpatrio nei Paesi terzi. La crisi di Ceuta ha così assunto una dimensione europea, alimentando anche tensioni tra gli Stati membri: l’Italia, per esempio, ha introdotto temporaneamente controlli alle frontiere con la Spagna, decisione contestata dal governo di Madrid.

La richiesta di Copenaghen è dunque quella di una politica migratoria europea più coordinata e severa. Il tema dei controlli alle frontiere torna così al centro del dibattito sull’equilibrio tra libera circolazione nello spazio Schengen e gestione dei flussi migratori, mentre gli Stati membri cercano una risposta comune dopo la crisi verificatasi a Ceuta.

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