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David di Donatello: i vincitori

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Da quando vivo dentro questo blog di spettacolo ho scoperto una cosa: ci sono troppi premi per attori e cantanti. Cioè non fai in tempo ad elencare le nomination del film dell’anno che subito si palesano i vincitori della pigna d’oro e del pacco di pop corn in platino.

Fiumi di tappeti rossi e tempeste di flash che neanche la peggior discoteca house di Caracas dinanzi a scintillanti sorrisi a 32 o –sono pronto a scommetterci, anche 35 – denti.
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In tutto questo marasma di “And the winner is…” sono lieto di dedicare uno spazio a uno dei premi più importanti, prestigiosi e soprattutto sobri del panorama internazionale (nonché orgoglio italiano): i David di Donatello.
Insomma non ci saranno lustrini e show di tre ora (“solo” una cerimonia presieduta dal Capo dello Stato nel salone dei Corazzieri del Quirinale) però tutto il cinema di qualità della nostra bella Italia era lì.

Proprio come pronosticato dalle nomination ad avere la meglio è stato “Noi credevamo” di Mario Martone (sei dicasi sei statuette tra cui quelle per le prestigiose categorie di Miglior Film e Miglior Sceneggiatura).
Martone però si fa strappare il premio di miglior regista da Daniele Lucchetti (“La nostra vita”).
Conferme e sorprese tra gli attori protagonisti dove a trionfare sono stati l’eterna promessa Elio Germano e la divertentissima Paola Cortellesi, svampita escort nella commedia sbanca ascolti “Nessuno mi può giudicare”.

Standing ovation per Rocco Papaleo, migliore regista esordiente per il delizioso “Basilicata Coast To Coast”.
Migliori attori non protagonisti Giuseppe Battiston (“La passione”) e Valentina Lodovini (“Benvenuti al sud”).

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