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Smart working, 1 italiano su 3 pronto a ridursi stipendio per continuare

Smart working, gli italiani giudicano positivamente questa nuova modalità di lavoro. Lo studio.

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Smart working in Italia, il giudizio dopo un mese di pandemia

Lo smart working piace agli italiani? L’emergenza coronavirus ha fatto scoprire un mondo nuovo nel mercato del lavoro. Ci sarà un prima e un dopo pandemia anche per le modalità lavorative. E dopo un mese di lavoro da casa verrebbe da dire che sì, gli italiani sono mediamente soddisfatti di questa nuova esperienza.

Prima di questa accelerazione forzata, la cultura dello smart working in Italia era molto variegata. Secondo il Politecnico di Milano, alla fine del 2019, erano circa 500mila i lavoratori che usufruivano del lavoro agile, con un tasso di crescita elevato e costante. Il quadro, tuttavia, si presentava a macchia di leopardo, con differenze sia tra i settori sia tra le funzioni all’interno di una stessa organizzazione. Un sondaggio condotto da Izi, in collaborazione con Comin&Partners, dà un quadro chiaro della situazione smart working in Italia: l‘80% giudica positivamente questa modalità e il 37% sarebbe addirittura disposto a rinunciare a parte del proprio stipendio pur di continuare a lavorare dalla propria abitazione.

Smart working in Italia

Purtroppo lo smart working non è possibile per tutti. E non solo per quanto concerne la professione lavorativa, ma anche per il divario tecnologico: un italiano su tre, infatti, ha problemi per di accesso alla rete o non ha disponibilità di computer e apparecchi tecnologici.

Secondo l’analisi sullo smart working in Italia, sono ben due milioni i lavoratori che hanno dovuto cambiare le proprie abitudini; il 35% di questi sarebbero disposti a mantenere questa nuova normalità anche superata l’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus. Inoltre, il 57% sarebbe disponibile a una formula di lavoro agile parziale.

Sempre dall’analisi di Izi, emerge una significativa percentuale di italiani (il 37%) che sarebbe anche disposto a rinunciare a parte del proprio stipendio pur di continuare a lavorare dalla propria abitazione.

Nonostante i disagi economici di molti italiani, dunque, c’è chi da questa emergenza ha trovato dei vantaggi. Lavorare da casa, del resto, equivale a risparmiare sui costi di trasporto (abbonamenti dei mezzi o gasolio) oltre a poter pranzare a casa.

I vantaggi dello smart working

E infatti, i vantaggi dello smart working sono numerosi: per oltre un terzo degli intervistati, c’è il risparmio del tempo che solitamente si impiega per recarsi al lavoro. Inoltre, si indica una maggiore flessibilità di orari (30%), il risparmio economico su trasporti e pranzo (15%) e la possibilità di trascorrere più tempo con la famiglia (13%). Minore, ma comunque interessante, il dato di quanti affermano di preferire il lavoro agile per la possibilità di mangiare più sano, beneficio da non sottovalutare assolutamente. Insomma, qualche aspetto positivo da questa emergenza coronavirus si può anche scorgere.

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