Le autorità venezuelane hanno aggiornato nelle ultime ore il bilancio del terremoto che ha colpito il paese: il ministro della Salute Carlos Alvarado ha parlato di almeno 235 morti con epicentri poco profondi che hanno amplificato gli effetti soprattutto lungo la costa e a ovest di Caracas. Le scosse principali, avvertite a grande distanza, hanno interessato in particolare La Guaira e l’area metropolitana della capitale.
L’evento è rilevante per l’entità delle due scosse principali, di magnitudo 7,1 e 7,5 nelle rilevazioni preliminari, e per l’ampiezza dei danni su infrastrutture critiche. La presidente ad interim Delcy Rodriguez ha dichiarato lo stato d’emergenza nazionale e ha segnalato ripetute repliche. Ultimo aggiornamento: 26 giugno 2026.
Sequenza sismica, magnitudo e aree più colpite
I primi report hanno indicato una doppia sequenza sismica con due scosse principali, registrate rispettivamente a 7,1 e 7,5 di magnitudo, mentre la presidente ad interim ha parlato pubblicamente di 7,2 e 7,5.
La stima di una profondità dell’epicentro intorno ai 10 chilometri ha moltiplicato l’energia trasmessa alle strutture in superficie, con crolli diffusi e cedimenti su edifici pubblici e residenziali.
Le zone costiere, in primis lo stato di La Guaira risultano tra le più danneggiate con decine di palazzi crollati e incendi innescati da fughe di gas.
A Caracas sono cedute coperture di strutture pubbliche e dell’aeroporto, con sospensione dei voli ed evacuazioni in alcune aree terminali. L’aeroporto internazionale Simón Bolívar di Maiquetía è rimasto chiuso a causa dei gravi danni.
Bilanci aggiornati, dispersi e operazioni di soccorso
Il bilancio delle vittime è cresciuto rispetto alle prime comunicazioni. Jorge Rodríguez aveva indicato in avvio 188 vittime, mentre l’aggiornamento del ministro Carlos Alvarado ha portato la conta ad almeno 235 morti. In circolazione vi sono anche stime iniziali di oltre 700 feriti con un quadro sanitario in evoluzione e ospedali sotto pressione nelle città più colpite.
Parallelamente, piattaforme e reti sociali hanno registrato un’ondata di segnalazioni: su liste di persone disperse si è arrivati a circa 40.000 nominativi da verificare. Le autorità sanitarie e la protezione civile hanno istituito centri di primo soccorso e coordinano la distribuzione di acqua, cibo e medicinali, mentre squadre di ricerca e salvataggio operano tra le macerie.
Nell’area di La Guaira è stata riportata l’estrazione viva di un neonato, mentre a Chacao i soccorritori hanno salvato una donna intrappolata. La presidente ad interim ha descritto una situazione dinamica con più eventi successivi: “ Dopo le due prime scosse abbiamo avuto 20 repliche ”. Testimonianze dal territorio parlano di panico e forti boati: « La casa ci stava cadendo addosso, sembrava un film horror » e « Il boato è stato terrificante ».
Edifici crollati e infrastrutture danneggiate
Tra gli edifici collassati o gravemente danneggiati figurano la Scuola Navale diversi palazzi residenziali a Playa Grande e vari isolati del complesso residenziale Hugo Chavez. A La Guaira si contano almeno trenta edifici crollati, mentre nella capitale cedimenti puntuali su tetti e coperture hanno costretto a evacuazioni mirate. Interruzioni di elettricità e acqua hanno interessato diversi quartieri, aggravando la vulnerabilità di ospedali e centri di accoglienza.
In varie località rurali a ovest della capitale la rete telefonica è risultata compromessa, con comunicazioni possibili solo via app di messaggistica. Comunità come Yumarè sono rimaste isolate per ore, tra strade danneggiate e ponti non praticabili. Le difficoltà di accesso hanno rallentato l’afflusso di mezzi pesanti e il posizionamento di unità cinofile nelle aree di crollo.
Risposta delle autorità e aiuti internazionali
La presidente ad interim Delcy Rodriguez ha dichiarato l’emergenza nazionale, ringraziando i partner per le offerte di supporto. Sono state attivate unità estere e meccanismi di cooperazione per coordinare gli aiuti. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha espresso solidarietà e ha attivato l’unità di crisi per verifiche sui connazionali, offrendo sostegno dell’Italia e dell’Unione europea nelle operazioni.
Dagli Stati Uniti è arrivata la disponibilità di assistenza con squadre di ricerca e soccorso risorse mediche e aiuti umanitari. L’ambasciatore d’Italia a Caracas, Giovanni Umberto De Vito ha indicato che al momento non risultano vittime italiane, pur segnalando abitazioni di connazionali danneggiate o distrutte. Dalle strutture di assistenza consolare si sono registrate numerose richieste: « Molte segnalazioni di italiani che non rispondono ».
Le autorità venezuelane hanno invitato la popolazione a mantenere la calma e a seguire le indicazioni di protezione civile, con aree di raccolta predisposte vicino ai principali poli urbani. Le operazioni proseguono con priorità al recupero dei feriti, alla localizzazione dei dispersi e alla stabilizzazione delle infrastrutture critiche. L’evento richiama la memoria del sisma del 1967 che aveva devastato Caracas, con oltre 200 vittime, mentre il bilancio attuale resta provvisorio e soggetto ad aggiornamenti.
