La madre di Andrea Sempio continua a difendere con fermezza il figlio, respingendo ogni ipotesi di coinvolgimento nell’omicidio di Chiara Poggi. Daniela Ferrari si dice certa della sua innocenza e invita gli inquirenti a non concentrarsi esclusivamente su Sempio e Alberto Stasi, sostenendo che quel giorno a Garlasco ci fossero anche altre persone.
Le gemelle Cappa tornano negli atti dell’inchiesta di Garlasco
Le gemelle Cappa tornano al centro dei nuovi documenti relativi all’inchiesta bis sull’omicidio di Chiara Poggi, che vede Andrea Sempio come unico indagato. Secondo quanto riferito da Adnkronos, tra gli atti della seconda chiusura delle indagini comparirebbe una relazione anonima di circa 25 pagine, accompagnata da schemi e appunti dedicati a Stefania e Paola Cappa, cugine della vittima, e ai loro familiari.
Il documento evidenzierebbe, tra gli altri aspetti, la presunta assenza di approfondimenti sugli alibi e il fatto che «nessuna perquisizione, nessuna ispezione è mai stata fatta in casa Cappa, né tanto meno sulle biciclette in loro possesso».
Per ciascun componente della famiglia sarebbero state riportate informazioni relative alle sommarie informazioni testimoniali, al numero di scarpe, ai tabulati telefonici e agli spostamenti del 13 agosto 2007.
Tra le annotazioni verrebbe richiamato anche il particolare secondo cui «Rosa Poggi e Stefania Cappa fumano», in relazione al posacenere rinvenuto nella cucina della villetta di via Pascoli. Un altro passaggio pone interrogativi sul tutore di Paola Cappa sequestrato nel 2008: «che accertamenti hanno fatto sul tutore????». Sarebbe stata inoltre segnalata una presunta anomalia nei tabulati telefonici di Ermanno Cappa, richiesti inizialmente per un numero di cellulare ritenuto errato. La relazione passa in rassegna anche le biciclette della famiglia e le dichiarazioni di alcune persone vicine alle sorelle.
Tra le annotazioni comparirebbe il riferimento al rapporto tra Sempio e le gemelle, mentre su Stefania viene scritto che «aveva a disposizione le chiavi di casa Poggi», compresa quella dell’allarme, e che possedeva una «bicicletta nera da donna» che non sarebbe mai stata esaminata o sequestrata. Il documento richiamerebbe infine anche una possibile «parziale impronta» di una scarpa con suola a fitte righe oblique e la necessità di recuperare dal Ris alcuni reperti e relativi risultati che, secondo quanto riportato nella relazione, non sarebbero stati inseriti nel fascicolo delle indagini preliminari. Sono proprio questi materiali, riemersi dagli archivi del reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri, ad aver riacceso l’attenzione su alcuni aspetti rimasti finora da approfondire.
“A Garlasco non c’erano solo Andrea e Alberto”: parla la mamma di Sempio
Andrea Sempio potrebbe andare incontro a un processo nell’ambito delle nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Per la Procura, infatti, sarebbe lui il responsabile del delitto e tra gli elementi ritenuti centrali dagli investigatori c’è l’impronta 33, sulla quale si concentrano gli accertamenti. Di fronte alle accuse, però, la madre Daniela Ferrari continua a sostenere con fermezza l’estraneità del figlio. Intervenuta a Mattino 5, ha dichiarato: «Sono sicura al mille per mille che sia estraneo alla vicenda». La donna ha inoltre invitato a non restringere l’attenzione soltanto a Sempio e Alberto Stasi: «Quel giorno a Garlasco non ci stavano solo Stasi e Andrea, c’erano anche altre persone».
Alla domanda dell’inviato se ritenesse possibile la presenza di un altro assassino, ha replicato: «Dico che a Garlasco non c’erano solo loro…». La madre dell’indagato ha poi ribadito: «Mio figlio è totalmente estraneo e spero venga dimostrato al più presto», lamentando il peso di una situazione che, a suo dire, dura ormai da 18 mesi. Secondo Ferrari, inoltre, nei confronti del figlio non sarebbe emersa una prova decisiva: «Contro mio figlio non hanno trovato un cavolo di niente, non mi hanno dimostrato niente».
