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Grano russo: esportazioni in calo per attacchi nel Mar Nero e congestione portuale

Grano russo: esportazioni in calo per attacchi nel Mar Nero e congestione portuale

Le esportazioni russe di grano rischiano di raggiungere il livello più basso degli ultimi dieci anni a causa degli attacchi alle navi commerciali nel Mar Nero.

Le esportazioni russe di grano stanno affrontando una crisi senza precedenti. Gli attacchi alle navi commerciali nel Mar Nero stanno causando gravi congestioni nei porti del sud, mettendo a rischio le esportazioni del paese. Secondo le previsioni degli analisti del settore, agosto potrebbe vedere un calo drastico delle esportazioni di grano russo, con conseguenze significative per il mercato globale.

La situazione è critica non solo per la Russia, ma anche per i paesi importatori che dipendono dal grano russo. Gli attacchi alle infrastrutture portuali e alle navi commerciali stanno creando un collo di bottiglia che potrebbe avere ripercussioni a lungo termine sul commercio internazionale di grano.

Previsioni di calo delle esportazioni

Le previsioni di SovEcon una nota società di consulenza agricola, indicano che le esportazioni di grano russo potrebbero scendere tra i 3 e i 3,4 milioni di tonnellate metriche questo mese.

Questo rappresenta un calo significativo rispetto alla media di agosto degli ultimi cinque anni, che si attesta intorno ai 5 milioni di tonnellate. Se queste previsioni si avvereranno, agosto 2026 potrebbe registrare il livello più basso di esportazioni di grano russo dal 2016-17.

Un’altra società di consulenza indipendente, ProZerno prevede che le esportazioni totali di cereali potrebbero scendere a quasi 2,5 milioni di tonnellate metriche.

Anche questo dato è ben al di sotto della media di agosto degli ultimi cinque anni, che è di 5,7 milioni di tonnellate. La congestione nei porti del Mar Nero e del Mar d’Azov è uno dei principali fattori che contribuiscono a questo calo.

Impatto sul mercato interno

La situazione di stallo nelle esportazioni sta avendo un impatto significativo anche sul mercato interno russo. L’eccesso di offerta sul mercato domestico ha portato a un calo dei prezzi locali del grano, con riduzioni fino a 450 rubli per tonnellata nell’ultima settimana. Gli agricoltori stanno facendo fatica a esportare i loro raccolti a causa dei costi di spedizione elevati e delle incertezze legate alla sicurezza.

Nonostante le difficoltà, il Ministero dell’Agricoltura russo ha annunciato un aumento della tassa sulle esportazioni di grano per il periodo tra il 12 e il 18 agosto. Il ministero ha anche segnalato che la produzione nazionale di cereali ha superato i 72 milioni di tonnellate metriche, di cui oltre 60 milioni di tonnellate di grano.

Riduzione delle previsioni di raccolto e esportazioni

L’Istituto per gli Studi del Mercato Agricolo ha ridotto le sue previsioni per il raccolto totale di cereali della Russia nel 2026 da 140 milioni a 138,5 milioni di tonnellate metriche. Inoltre, ha ridotto la stima della capacità di esportazione per la stagione 2026-27 da 61,5 milioni a 60 milioni di tonnellate. Questi aggiustamenti riflettono le sfide attuali che il settore agricolo russo sta affrontando.

L’Unione dei principali esportatori di cereali russi ha avvertito che gli attacchi con droni ucraini alle navi e ai porti russi potrebbero portare a una chiusura completa delle esportazioni di cereali via Mar Nero in un futuro prossimo. Questo scenario potrebbe portare a un aumento dei prezzi del grano e a una possibile carenza di cibo in Africa e nel Medio Oriente.

Impatto sulle esportazioni ucraine

La situazione è altrettanto critica per l’Ucraina, un altro grande esportatore di cereali. Secondo le previsioni del USDA’s FAS le esportazioni ucraine di granoturco potrebbero scendere a 14 milioni di tonnellate, un calo di 9 milioni di tonnellate rispetto alle previsioni iniziali. Anche le esportazioni di grano ucraino sono state riviste al ribasso, da 14,5 milioni a 10,8 milioni di tonnellate.

La situazione di sicurezza nel Mar Nero è peggiorata, con attacchi frequenti alle infrastrutture portuali e alle navi civili. Questo ha portato a una riduzione della capacità di esportazione e a un accumulo di cereali all’interno del paese. Il Ministero dell’Agricoltura ucraino ha stimato che le esportazioni di cereali per la stagione 2026-27 potrebbero scendere a 38-40 milioni di tonnellate, un calo significativo rispetto alle previsioni iniziali di 43 milioni di tonnellate.

L’Ucraina sta cercando di compensare la perdita delle rotte marittime attraverso alternative, ma la loro capacità rimane insufficiente. La situazione attuale rappresenta una sfida significativa per il settore agricolo ucraino, con potenziali perdite finanziarie stimate intorno ai 3 miliardi di dollari.

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