Cresce la tensione tra Iran e Stati Uniti dopo la diffusione di un inquietante video dedicato a Barron Trump. I media statali di Teheran sostengono di monitorare gli spostamenti del figlio ventenne di Donald Trump, sul quale sarebbe stata inoltre fissata una taglia da 10 milioni di dollari, circostanza al momento non verificata in modo indipendente.
Da Melania a Donald Trump, le precedenti minacce e il nodo della vendetta iraniana
Quello contro Barron non rappresenta un episodio isolato. Già a luglio l’agenzia Tasnim, legata ai Guardiani della Rivoluzione, aveva pubblicato un filmato dedicato a Melania Trump, nel quale venivano descritti i suoi movimenti a New York e indicate presunte vulnerabilità nel dispositivo di sicurezza della First Lady.
Alla fine di maggio, inoltre, il New York Post aveva riferito di un presunto complotto contro Ivanka Trump. Le intimidazioni hanno riguardato direttamente anche Donald Trump: nella piazza della Rivoluzione islamica a Teheran era comparso un cartellone che lo raffigurava apparentemente morto all’interno di una bara, accompagnato dalla scritta “We will kill Trump”.
Alla base dello scontro resta anche l’uccisione, nel gennaio 2020, del comandante della Forza Quds Qassem Soleimani, morto in un attacco statunitense con droni all’aeroporto internazionale di Baghdad, operazione autorizzata da Trump durante il suo primo mandato. Da allora Teheran ha più volte promesso vendetta. Alle tensioni si è aggiunta la morte dell’ayatollah Ali Khamenei, avvenuta nei raid statunitensi-israeliani del 28 febbraio, all’inizio dell’attuale guerra.
Il commentatore Mohammad-Javad Larijani lo ha definito un “diritto inalienabile” della Repubblica islamica, aggiungendo: “Faremo tutto ciò che è in nostro potere e non esiste alcun ostacolo legale internazionale che possa fermarci”.
Da parte sua, Trump ha promesso una risposta durissima nel caso in cui le minacce si trasformassero in un attentato: il 20 gennaio ha affermato che “l’intero Paese Iran esploderà”.
Iran mette taglia da 10 milioni sul figlio del presidente Usa: “Uccidiamo Barron Trump”
Si alza ulteriormente la tensione tra Iran e Stati Uniti, con le minacce provenienti dai media statali di Teheran che ora coinvolgono direttamente Barron Trump, il figlio ventenne del presidente americano Donald Trump. La televisione di Stato iraniana ha mandato in onda un filmato di circa tre minuti, rilanciato anche da organi di informazione vicini ai Guardiani della Rivoluzione, nel quale si sostiene che gli spostamenti del giovane siano stati “completamente monitorati”. Il titolo scelto per il servizio è esplicito: “Where and how should we kill Barron Trump?”, ovvero “Dove e come dovremmo uccidere Barron Trump?”. Nel video compaiono immagini della New York University, frequentata dal figlio del presidente, insieme a riferimenti ai mezzi utilizzati per la sua scorta e alla presunta disposizione degli agenti del Secret Service. Viene inoltre affermato che sarebbero stati individuati alcuni account online riconducibili a Barron e a suoi compagni di università.
Secondo quanto riportato dal New York Post sulla base di fonti vicine al regime, sul giovane sarebbe stata inoltre fissata una taglia da 10 milioni di dollari, circa 8,5 milioni di euro. Un’informazione che, così come gli altri dettagli contenuti nella trasmissione, non ha trovato al momento conferme indipendenti.
Il video si chiude infine con una frase rivolta direttamente al figlio del presidente: “Questo è solo l’inizio. Barron Trump, aspettaci!”. Il Secret Service statunitense ha confermato di stare esaminando le immagini diffuse dai media iraniani.
