Il rapporto tra Donald Trump e la sua stretta collaboratrice Natalie Harp torna al centro dell’attenzione dei media americani, tra lettere dal contenuto fortemente personale, una presenza sempre più assidua al fianco del presidente e interrogativi sul suo ruolo all’interno della Casa Bianca. Le dichiarazioni contenute nelle missive, insieme alle polemiche legate alla sua crescente influenza e alle autorizzazioni di sicurezza, hanno alimentato il dibattito sulla natura del rapporto tra i due e sul peso esercitato da Harp nell’entourage presidenziale.
Donald Trump, il ruolo di Natalie Harp e le polemiche sulla sicurezza
La presenza di Harp accanto a Trump è stata citata anche dal senatore democratico Jon Ossoff, che ha ironizzato sul “viaggio con Natalie a bordo del loro apparentemente indifendibile palazzo volante regalato dall’emiro del Qatar”, riferendosi alla partenza riservata dalla Turchia dello scorso luglio.
Parallelamente, le indiscrezioni di Ms Now hanno sollevato dubbi sulla sua autorizzazione di sicurezza: secondo queste ricostruzioni, avrebbe lavorato per circa un anno alla Casa Bianca senza completare la procedura prevista. Norm Eisen ha definito “shoccante” la vicenda, mentre David Axelrod ha parlato di “una questione estremamente grave”. Nel frattempo, la Casa Bianca ha però difeso Harp: “Natalie Harp ha un’autorizzazione di sicurezza come tutti, è una grande lavoratrice e leale membro del team del presidente”, ha dichiarato Karoline Leavitt.
Donald Trump, pubblicate le lettere intime di Natalie Harp: “Sei tutto ciò che conta per me”
Natalie Harp, stretta collaboratrice di Donald Trump, è tornata sotto i riflettori per alcune lettere personali scritte al presidente nel 2023, durante un viaggio in Scozia al quale partecipavano entrambi. Le missive, pubblicate integralmente dal Daily Beast dopo essere state consegnate al giornalista Michael Wolff da fonti interne alla campagna, erano già state parzialmente riportate nel suo libro All or Nothing sulla campagna elettorale del 2024; alcuni estratti erano inoltre comparsi sul New York Times.
Nei testi emergerebbe una forte devozione nei confronti del tycoon. In una delle lettere Harp avrebbe scritto: “Voglio che tra noi vada sempre tutto bene”, aggiungendo: “Non voglio mai portarti altro che gioia. Mi dispiace di aver perso la concentrazione. Tu sei tutto ciò che conta per me. Non voglio mai deluderti”. La donna avrebbe ringraziato inoltre Trump “per essere il mio guardiano e protettore in questa vita” e si sarebbe definita “indegna” di lui, confessando di desiderare il ruolo delle collaboratrici che potevano limitarsi a parlare con il presidente ed essere carine: “Voglio quel lavoro!”.
Nelle lettere Harp avrebbe ricordato anche il periodo in cui conduceva un programma sulla rete conservatrice One America News Network e Trump la chiamava al telefono per conversare “di tutto e di niente”. “Mi mancano i giorni in cui mi chiamavi”, avrebbe scritto, auspicando di recuperare quella sintonia e osservando: “Non dovremmo parlare di lavoro tutto il tempo!”.
I documenti avrebbero suscitato forti reazioni tra alcuni collaboratori, dopo essere stati scoperti e fotografati tra le numerose carte che Harp preparava per il presidente. Secondo Michael Wolff, le fonti interne erano preoccupate dalla crescente vicinanza tra i due e dall’influenza acquisita dalla donna. Il giornalista ha commentato: “Questa non è una relazione che dovrebbe esistere in un ambito professionale”, sostenendo che diversi membri dello staff ritenevano eccessivo il tempo trascorso da Harp accanto a Trump.
