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Israele, allarme Hamas prima delle elezioni: “Preparano un attacco o un rapimento”

Israele, allarme Hamas prima delle elezioni: “Preparano un attacco o un rapimento”

Allarme in Israele a pochi giorni dalle elezioni: il capo dello Shin Bet avverte del rischio di un attacco di Hamas e di nuove escalation.

Israele alza il livello di allerta in vista delle elezioni del 27 ottobre. Le autorità di sicurezza temono che Hamas possa sfruttare la delicata fase elettorale per mettere a segno un attacco complesso o un rapimento mirato, con l’obiettivo di provocare un forte impatto sull’opinione pubblica e destabilizzare il quadro politico e di sicurezza.

L’allarme, presentato dal capo dello Shin Bet David Zini, si inserisce in un contesto già segnato dalle tensioni a Gaza e dall’escalation in Cisgiordania.

Cisgiordania, cresce la tensione: riflettori sulla sicurezza

Il fronte più delicato per gli apparati israeliani non sarebbe soltanto quello di Gaza. La Cisgiordania preoccupa particolarmente il sistema di sicurezza, anche alla luce dell’aumento degli episodi di violenza tra coloni israeliani estremisti e residenti palestinesi.

Nelle ultime settimane, durante le festività di Yom Kippur e Sukkot, i principali checkpoint verso la West Bank sono rimasti chiusi, salvo eccezioni, in un contesto già caratterizzato da forti tensioni. Proprio questo tema è stato al centro di un acceso confronto durante il gabinetto di sicurezza tra Zini e la ministra di estrema destra Orit Struk, che ha accusato il capo dello Shin Bet di rappresentare una situazione nella quale “gli arabi fossero tutto rose e fiori e solo i coloni fossero il problema“.

Zini ha replicato: “I palestinesi non bruciano le case degli ebrei. Lei è fuori strada. Abbiamo bisogno di condanne e denunce da parte di tutta la leadership. Questo danneggia gli insediamenti e la sicurezza”. Lo scontro ha evidenziato il timore che la crescente violenza dei coloni possa contribuire a innescare una nuova escalation nella Cisgiordania, scenario che Hamas cerca da tempo di alimentare. Per questo l’Idf ha intensificato le operazioni antiterrorismo nell’area, in particolare a Jenin, dove nel 2025 circa 33mila persone sarebbero state evacuate dai campi profughi.

Nel corso delle operazioni sono stati arrestati numerosi sospetti affiliati a Hamas, sequestrate ingenti quantità di armi e uccisi alcuni esponenti dell’organizzazione. Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche la creazione di una postazione militare permanente a Jenin, che rappresenterebbe una novità significativa per un territorio classificato come Area A dagli Accordi di Oslo. Parallelamente, il ministro della Difesa Israel Katz ha riferito che circa 6.000 uomini avrebbero attraversato il confine durante l’attacco del 7 ottobre 2023, sostenendo che 4.000 siano già stati uccisi.

Israele, allerta d’intelligence ai ministri: “Hamas pronto ad un attacco complesso”

A pochi giorni dalle elezioni del 27 ottobre in Israele, il sistema di sicurezza ha innalzato il livello di allerta sulla base di informazioni considerate particolarmente preoccupanti. Nel corso della riunione del gabinetto politico-di sicurezza di domenica sera, il capo dello Shin Bet David Zini ha informato i ministri di una specifica segnalazione d’intelligence: secondo le valutazioni del servizio di sicurezza interno, Hamas starebbe intensificando i preparativi per un attacco complesso o per un’operazione mirata di rapimento, da mettere in atto in prossimità del voto o immediatamente dopo.

L’obiettivo, secondo l’intelligence, sarebbe quello di “generare un forte impatto mediatico, perturbare l’agenda politica e di sicurezza israeliana, influenzare la situazione operativa”. L’avvertimento arriva pochi giorni dopo la tragedia sfiorata che ha coinvolto un aereo FlyDubai, con il copilota che avrebbe tentato di dirigere il velivolo verso Tel Aviv, e dopo le parole pronunciate dal premier Benjamin Netanyahu, che aveva dichiarato: “Abbiamo segnali che, in vista del voto, i nostri nemici cercheranno di attaccarci“.

Anche l’esercito israeliano mantiene un livello di allerta elevato nella Striscia di Gaza, dove Hamas sarebbe intenzionato a rapire un soldato in occasione del terzo anniversario del 7 ottobre. Durante il briefing, inoltre, il capo di Stato maggiore Eyal Zamir ha assicurato che l’Idf si trova in una “modalità di prevenzione continua“, mentre Netanyahu ha ribadito la linea del governo: “Li stiamo colpendo duramente e continueremo a colpirli, ma il nostro obiettivo è l’eliminazione“.

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