Nel giorno del 16° anniversario del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo torna all’attacco della forza politica da lui fondata, puntando il dito contro la gestione degli incarichi in Sardegna e richiamando i valori originari legati a San Francesco. Una critica a cui risponde, seppur indirettamente, Giuseppe Conte, che celebra invece la comunità e le battaglie del Movimento.
Giuseppe Conte celebra il Movimento 5 Stelle e rivendica i suoi valori
Alle parole di Grillo si contrappone il messaggio pubblicato da Giuseppe Conte, che sceglie di celebrare il compleanno del Movimento con un’impostazione completamente diversa. L’attuale leader non entra direttamente nel merito delle accuse rivolte dal fondatore alla gestione della Sardegna e si concentra invece sulla comunità pentastellata e sulle battaglie che, secondo lui, continuano a caratterizzarla.
«Ci attaccano e provano a screditarci ogni giorno, ci puntano il dito contro da ogni parte. Ma quanto è bello però andare avanti sempre a testa alta con una comunità di persone coraggiose, con valori forti e chiari», scrive sui social. Conte rivendica quindi un Movimento capace di «pestare i piedi ai pochi forti e intoccabili» e di «difendere a oltranza i tanti senza voce dimenticati in questo Paese», chiudendo con gli auguri: «Buon compleanno, MoVimento 5 Stelle!».
Il 4 ottobre, dunque, diventa il simbolo di due letture ormai profondamente differenti dell’esperienza politica nata nel 2009. Da una parte Grillo utilizza la ricorrenza per denunciare quella che considera una perdita dei principi iniziali, concentrandosi soprattutto sulla gestione degli incarichi in Sardegna e richiamando ancora una volta la figura di San Francesco. Dall’altra Conte guarda alla ricorrenza come a un momento per difendere l’identità dell’attuale Movimento e la sua comunità.
Compleanno del M5S, nuovo affondo di Grillo: nel mirino gli incarichi in Sardegna
Nel giorno in cui il Movimento 5 Stelle celebra la propria nascita, Beppe Grillo torna a criticare la forza politica da lui fondata nel 2009. In un intervento pubblicato sul suo blog, il fondatore richiama i principi di San Francesco, sottolineando la distanza che, a suo giudizio, si sarebbe creata tra quei valori e alcune scelte compiute dal Movimento negli ultimi anni. «Ai valori e principi di San Francesco era ispirata una forza politica, fondata proprio il 4 di Ottobre 2009», scrive Grillo, ricordando una visione delle istituzioni intese come «servizio nelle istituzioni per migliorare la vita di cittadini e cittadine, piuttosto che mirare all’arricchimento personale».
Al centro dell’affondo c’è la Sardegna e la cosiddetta “legge poltronificio”, approvata nel 2021 dalla giunta di centrodestra guidata da Christian Solinas. All’epoca, il M5S e il Pd, allora all’opposizione, avevano contestato duramente la norma, sostenendo che avrebbe favorito la moltiplicazione degli incarichi fiduciari e prodotto maggiori costi per la Regione. Secondo Grillo, però, dopo l’arrivo al governo regionale della coalizione guidata da Alessandra Todde, quella legge non sarebbe stata abolita, ma utilizzata per conferire nuovi incarichi.
Il fondatore del Movimento sostiene quindi che proprio questa scelta rappresenterebbe una contraddizione rispetto ai principi originari. «Per una forza politica che si ispira a San Francesco, se fosse mai salita al governo della Sardegna, il primo punto all’ordine del giorno avrebbe dovuto essere proprio quello di abolire questa legge», scrive, aggiungendo: «E’ stata effettivamente abolita questa norma? No, è stata sfruttata. Proprio da chi la voleva abolire».
Come riportato dall’Unione Sarda, nel suo intervento Grillo entra anche nel dettaglio dei compensi pubblicati sul sito istituzionale della Regione, citando nomi, incarichi e cifre. Tra questi figurerebbe Jacopo Gasparetti, portavoce della governatrice, per il quale viene indicato un contratto da 592.591,41 euro lordi relativo al periodo 2024-2029. La stessa cifra viene riportata per Mariassunta Matrisciano, ex senatrice della Repubblica. Grillo cita inoltre Luca Caschili, per il quale indica 39.691,59 euro lordi ricevuti nel primo trimestre del 2026, e Cinzia Pilo, con 38.435,60 euro lordi nel primo semestre dello stesso anno. Il fondatore precisa che si tratta di somme «perfettamente lecite», ma le utilizza per rilanciare la propria contestazione sul rapporto tra incarichi pubblici e valori francescani.
Grillo conclude il suo intervento con un’ultima stoccata: «Oggi è il 4 Ottobre. E tutto va bene. Perché nessuno dice nulla sui principi e valori di San Francesco. E il problema è proprio questo qui». Una contrapposizione che riporta in primo piano anche le profonde divergenze tra il fondatore e la leadership di Conte.
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