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Lavitola ammette responsabilità nell'attentato a Ranucci: dettagli e sviluppi

Lavitola ammette responsabilità nell'attentato a Ranucci: dettagli e sviluppi

Valter Lavitola, arrestato per l'attentato a Sigfrido Ranucci, ha ammesso la sua responsabilità. Scopri i retroscena e le dichiarazioni degli inquirenti.

Valter Lavitola, l’ex editore arrestato per l’attentato a Sigfrido Ranucci, ha confessato di essere il mandante dell’attacco. Durante l’interrogatorio di garanzia, durato oltre cinque ore, Lavitola ha ammesso la sua responsabilità, confermando l’ipotesi accusatoria della Procura di Roma.

L’interrogatorio e le dichiarazioni di Lavitola

Lavitola ha dichiarato di aver organizzato l’attentato per tutelare l’incolumità di Ranucci, affermando che il giornalista era oggetto di numerosi tentativi di aggressione.

Tuttavia, il legale di Ranucci, Roberto De Vita, ha definito la versione di Lavitola delirante e sgomentante sottolineando che Ranucci ha avuto la scorta ininterrottamente dal 2026 e che la sua popolarità è già elevatissima.

Le chat e i progetti politici

Le indagini hanno portato alla luce alcune chat tra Lavitola e Ranucci, in cui l’ex editore esprimeva il suo entusiasmo per le potenzialità politiche del giornalista.

Lavitola parlava di un ipotetico futuro da leader nazionale per Ranucci, arrivando a immaginare un suo discorso di Capodanno. Inoltre, aveva considerato l’idea di commissionare un sondaggio per misurare il gradimento di Ranucci come possibile candidato politico.

Il ruolo di Gomes Tavares e le indagini in corso

Parallelamente, le indagini continuano per individuare Gomes Clesio Tavares, il cittadino camerunense ritenuto l’intermediario tra Lavitola e la banda che ha materialmente piazzato l’ordigno.

Tavares, attualmente latitante in Africa, è accusato di aver partecipato all’attentato e di aver compiuto sopralluoghi con Lavitola presso l’abitazione di Ranucci a Pomezia. La Procura di Roma è pronta ad avviare le procedure per chiedere la sua estradizione.

Le polemiche politiche

L’inchiesta ha scatenato anche uno scontro politico. Il vicepremier Matteo Salvini ha chiesto chiarezza sui rapporti tra Ranucci e Lavitola, suggerendo che non dovrebbero essere impiegate risorse pubbliche per finanziare chi è coinvolto nella vicenda. Ranucci ha replicato sui social, accusando Salvini di aver chiesto la sua sospensione dalla Rai.

Le reazioni e le prossime mosse

Il legale di Ranucci, Roberto De Vita, ha affermato che l’arresto di Lavitola conferma la gravità e la complessità dell’attentato. Ha anche denunciato una campagna di linciaggio mediatico e politico contro Ranucci, definendola pericolosa per la democrazia. Intanto, il Comitato Etico della Rai sta valutando la posizione di Ranucci alla luce degli sviluppi dell’inchiesta.

Le indagini continuano, con gli inquirenti che stanno analizzando il materiale sequestrato, tra cui telefoni e computer, alla ricerca di ulteriori elementi utili per chiarire il movente e la ricostruzione dei fatti. La Procura di Roma, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi, sta valutando le prossime mosse, inclusa la possibilità di convocare nuovamente Ranucci per un’audizione a chiarimento.

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