La riforma della legge elettorale si avvia verso il passaggio conclusivo alla Camera. L’Aula di Montecitorio ha approvato le prime due questioni di fiducia poste dal governo sugli articoli 1 e 2, al centro delle modifiche introdotte durante l’esame al Senato. Il prossimo appuntamento sarà il voto sulla terza fiducia, prima dell’esame finale del provvedimento previsto per giovedì 8 ottobre a scrutinio segreto, mentre resta alta la tensione tra maggioranza e opposizioni.
Legge elettorale, fiducia sui primi due articoli: arriva il via libera della Camera
La Camera dei deputati ha approvato i primi due articoli della riforma della legge elettorale, sui quali il governo aveva posto la questione di fiducia. Come riportato dall’Ansa, il primo passaggio ha ottenuto 226 voti favorevoli, 147 contrari e 3 astensioni, mentre il secondo è passato con 227 sì, 149 no e 3 astenuti.
I tre deputati che non avrebbero espresso un voto favorevole né contrario pare appartengano alle minoranze linguistiche. Le norme approvate recepiscono alcune delle modifiche introdotte dal Senato, tra cui quelle relative a firme e preferenze per l’elezione della Camera e le disposizioni sulle preferenze per Palazzo Madama. La maggioranza ha così superato i primi due passaggi del percorso parlamentare, mentre il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani aveva chiesto la fiducia su tre dei quattro articoli modificati durante l’esame al Senato.
Legge elettorale, doppio via libera alla Camera: attesa per il voto finale
L’iter proseguirà con la terza e ultima fiducia sull’articolo 3, prevista per mercoledì 7 ottobre. Successivamente sarà esaminato l’articolo 8, sul quale il governo non ha posto la fiducia. Il momento decisivo arriverà giovedì 8 ottobre alle 12.30, quando la Camera sarà chiamata a esprimersi sul testo complessivo attraverso il voto finale a scrutinio segreto.
Una modalità che ha provocato la reazione delle opposizioni, che hanno parlato di “schiaffo al Parlamento“, “forzature” e “mancanza di confronto”. Intanto, sul fronte contrario alla riforma, Roberto Zaccaria ha annunciato che “I ricorsi sono in via di redazione e saranno pronti per essere depositati nei tribunali non appena entrerà in vigore la legge“, con l’obiettivo di ottenere un eventuale rinvio degli atti alla Corte costituzionale prima delle prossime elezioni.
