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Silvia Nair, nuovo singolo: “Non solo un sogno. Dobbiamo amare la vita”

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Nell'intervista esclusiva, Silvia Nair ha descritto il nuovo singolo, "Ho visto un sogno". Poi invita i fan ad "amare la vita e credere nei sogni".

Silvia Nair nuovo singolo
Silvia Nair nuovo singolo

Sensibilità e delicatezza sono parte del suo animo gentile. Determinazione, tenacia, indipendenza sono il vero punto forte di Silvia Nair. Una voce che è un incanto, una personalità aggraziata e comprensiva. Voglia di fare, nonostante le porte in faccia e gli ostacoli che la vita inevitabilmente riserva.

Nell’intervista esclusiva, Silvia Nair ha descritto il nuovo singolo, “Ho visto un sogno”. Un inno alla vita, al coraggio, all’azzardo. Un inno a non mollare, a crederci sempre. A sognare e cambiare, a farsi valere e superare limiti impossibili. Non femminista, ma fautrice di pari diritti e del valore inestimabile delle donne. Grintosa, fiera del suo percorso e del sudore versato per perseguire i suoi più bei traguardi.

Dopo l’uscita di “Freedom”, brano portante della colonna sonora del docufilm “El Numero Nueve – Gabriel Batistuta” (presentato in anteprima al Festival del Cinema di Roma), il 5 giugno è uscito “Ho visto un sogno”, che anticipa il terzo album di inediti in uscita in autunno. Singolo e album vantano la prestigiosa produzione olandese di Franck Van Der Heijden e Michael La Grouw. Sull’album Silvia non dà anteprime, ma spiega: “Ho scritto il disco in Olanda e bisogna aspettarsi grandi cose.

“Ho visto un sogno”, scritto dalla stessa Silvia Nair insieme a Michael La Grouw, è un viaggio di riflessione sull’importanza del sogno in quanto ideale da perseguire. “Un sogno ha il potere di cambiare l’uomo, di superare limiti impossibili”, ha spiegato. Al messaggio di incoraggiamento unisce un arrangiamento rock sinfonico in cui spicca la potente vocalità dell’artista. Da sempre sostenitrice dell’inestimabile valore dei sogni, ritiene che questi alimentino l’uomo, “aiutandolo a esprimere il meglio di sé”.

“Il sogno fa credere e agire, fa superare ostacoli e limiti, raggiungendo traguardi impossibili. I sogni scrivono storie, il sogno cambia la Storia”, ha commentato.

Silvia Nair, il nuovo singolo

Nata da una melodia senza tempo, Silvia ne ha fatto un inciso “dirompente” a cui si unisce una “strofa poetica”. Un pezzo “rock sinfonico”. Dopo un mese, “ho fatto un incubo. Ho sognato di essere sola al mondo. Abbandonata in un deserto, vagavo senza meta”, ha spiegato. Quindi ha aggiunto: “Fortunatamente, appena sveglia, mi ricordavo perfettamente ogni dettaglio e l’ho subito scritto. Così è nato il testo”.

Il sogno è il filo conduttore delle sue parole, ma specifica: “Il brano va oltre la dimensione ironica. Il sogno è anche motivazione, ideale di vita e obiettivo da perseguire. Ha un potere straordinario e illimitato: ne ho avuto la prova nella mia vita. Ti fa fare grandi passi in avanti e ti fa migliorare. Ti dà lo spunto per intraprendere il viaggio necessario per raggiungere l’obiettivo”. Quindi ha precisato: “Ci sono poi i più visionari, i cui sogni si traducono in progresso. Vale nella tecnologia, nella scienza e nella medicina, ma vale anche per Bolt, partito povero dalla Jamaica con un solo sogno: correre”. Poi c’è il sogno di “essere rispettati per i propri diritti umani, di libertà e indipendenza”. Riferendosi anche alle proteste in difesa di George Floyd, ha ricordato: “Questi diritti appaiono più che mai attuali”.

Silvia Nair nuovo singolo

I sogni sono lo sprono giusto per guardare al futuro con lungimiranza e cambiare la realtà. È la musica il più grande sogno di Silvia Nair, che parlando del nuovo singolo e della sua viva passione per i sogni, ha commentato: “Il mio sogno è la musica. Mi ha salvato la vita”. Poi ha precisato: “Oggi la musica è usata sempre più come mezzo e non come fine. Io mi servo della musica per raggiungere quante più persone possibili e comunicare un messaggio forte di vita”. È questo il suo più grande sogno.

Quindi ha aggiunto:Il mio messaggio è un invito ad amare la vita, avere speranza ed energia. Dobbiamo crederci sempre, avere fiducia in noi e nell’altro”. E ancora: “Ma per amare la vita e amare gli altri, bisogna prima di tutto amare sé stessi”.

L’amore per la musica

Il destino sembrava già scritto. Un futuro predestinato, un mestiere sicuro, un percorso quasi ereditario. Invece, Silvia Nair non si è mai accontentata. Ha costruito una vita nella quale riconoscersi e realizzarsi e della quale andare orgogliosa.

Allegria e solarità, determinazione e grinta. Coraggiosa e con tanta voglia di fare. Ha inseguito il suo sogno e rincorso la passione per la musica. Com’è nato questo amore profondo e come lo ha coltivato? “Non appartengo a una famiglia di musicisti, ma da quando sono piccola in casa si ascolta tanta musica. Padre e fratello notai, madre maestra, ma appassionata di canto e pianoforte. È stata lei a prepararmi all’esame di ammissione al Conservatorio. Sono un cocktail: ho ereditato da mia mamma la passione per la lirica, il melodramma e le grandi voci americane, da mio padre ho ereditato l’amore per la letteratura pianistica e musica sinfonica. I miei fratelli maggiori, invece, erano grandi appassionati di rock e pop”.

Quindi ha aggiunto: “La mia musica nasce dal pianoforte. La passione per il canto è più adulta. In Conservatorio hanno cercato di spingermi verso la musica lirica. Spesso ancora adesso mi spronano a fare la cantante lirica. Hanno cercato più volte di “convertirmi”, ma io resisto. Voglio scrivere il mio repertorio sulla base della mia sensibilità e della mia musica”.

Silvia Nair nuovo singolo

La carriera

Vanta prestigiose collaborazioni con artisti come il lungimirante Franco Battiato e il poetico Lucio Dalla, con il quale ha duettato alle Valle dei Templi di Agrigento. Ha collaborato anche con Ron, Claudio Baglioni e Andrea Bocelli. Tra i grandi successi, l’esibizione in Brasile per il popolo e l’ex Presidente Lula, in Giordania per istituzioni benefiche e la famiglia reale, più volte in Vaticano per Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI.

Ricorda con piacere l’incontro con papa Wojtyla e descrive con il cuore in mano la passione intima e spiccata che l’hanno spinta a interrompere la pratica notarile che stava portando a termine. “Mi sono chiesta: “Silvia, cosa stai facendo?” Come parte della mia famiglia, stavo per diventare notaio, ma non era quello che volevo davvero. Ho chiuso definitivamente quel percorso. Mio papà non c’era già più, mentre mio fratello non mi ha parlato per 6 mesi. Anche gli amici non mi hanno capita. Ho avuto piena comprensione solo da mia mamma.

Così, appena laureata, ha cantato davanti al pontefice e tanti volti noti. “C’era anche Bocelli. Dopo l’esibizione si è complimentato con me, dicendomi: “Hai una voce straordinariamente comunicativa ed emozionante”. Le sue parole mi hanno definitivamente avviata nel percorso musicale e ho capito che questa è la mia strada”.

Silvia Nair nuovo singolo

Il diritto di esprimere la propria essenza

Silvia Nair non parla solo del nuovo singolo. Manda un messaggio che è un consiglio di cui ciascuno deve fare tesoro, per gioire del proprio presente ed essere soddisfatti del proprio futuro: “A volte si fa di tutto per reprimere la propria natura, ma questo ci rende insoddisfatti. Io così ho capito che avrei dovuto seguire la mia strada. Essere un artista non significa solo scrivere una bella canzone o essere intonati. Implica una specifica sensibilità, un preciso modo di agire e di pensare, di percepire in modo unico e originale la realtà che ci circonda”.

Con il sorriso e l’ironia che le appartiene, ha dichiarato: “Sono una ribelle anarchica, ma anche una battagliera. Ho sempre imboccato le strade più difficili. Rivendica i diritti delle donne, che dovrebbero “creare un sodalizio per essere valorizzate in un contesto ancora fortemente maschile e maschilista. Le donne devono vedersi riconosciuto il ruolo che spetta a ciascuna di loro. Parlando della sua esperienza personale, ha aggiunto: “Nel panorama musicale, la donna è ancora vista solo come interprete. Non ti credono se ti definisci una “cantautrice”. Mi trovo a lottare contro il sistema”.

Rivendico il diritto a esprimere la mia essenza. Non voglio incarnare una determinata categoria”, nella quale non si sentirebbe neppure realizzata. Si oppone alla rassegnazione: “Una persona che ha un sogno, nonostante le difficoltà e i muri che incontra, trova lo sprono giusto per andare avanti e perseguire i propri obiettivi”. Il suo invito è quello di “essere felici”, ha detto con dolcezza.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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