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Heather Parisi torna a parlare del vaccino: scontro con Telese

Luca Telese ha scritto un articolo su Heather Parisi e le sue dichiarazioni sul vaccino. Ecco la risposta.

Heather Parisi
Heather Parisi

Heather Parisi è tornata sull’argomento vaccino contro il Covid per rispondere ad un articolo del 26 dicembre scritto da Luca Telese. Il titolo è “Heather Parisi non vuole vaccinarsi? Allora non ha diritto a curarsi negli ospedali italiani“. Una provocazione del giornalista nei confronti della soubrette, dopo le sue dichiarazioni sul vaccino, criticate anche dal professor Burioni.

Heather Parisi contro Luca Telese

Tutto è iniziato quando Heather Parisi ha spiegato di non volersi vaccinare perché considera questo vaccino ancora sperimentale. Telese ha subito sottolineato che la donna non ha le competenze giuste per stabilire l’efficacia del siero. “O si dubita di tutto, o si dubita di nulla” ha dichiarato Telese, sottolineando che se la soubrette non si fida del vaccino non dovrebbe fidarsi neppure di medici e ospedali.

Il giornalista ha sottolineato anche che si tratta di un dovere collettivo, per il benessere comune. La Parisi ha risposto direttamente al giornalista su Tpi, spiegando di non aver immaginato che la sua risposta potesse dare così fastidio. Ha dichiarato di aver semplicemente detto ciò che pensa, senza preoccuparsi del perbenismo che circola tra i personaggi famosi. Ha anche aggiunto di essersi informata prima di parlare. La Parisi ha spiegato di non essere soddisfatta delle risposte del documento ufficiale dell’AIFA pubblicato sul titolo.

Di fronte a questo quadro di informazioni, è davvero così sbagliato porsi qualche domanda e avere qualche dubbio? Perché accanirsi con tanta violenza contro chi lo vuole fare e dichiara di non volersi vaccinare? Tanto più che esiste un diritto di scelta legalmente riconosciuto?” ha chiesto la soubrette.

Criminalizzare e condannare alla gogna mediatica chi fa una scelta diversa da quella ufficiale equivale a negare ‎qualsiasi diritto di scelta […]. Sono cittadina di Hong Kong (mentre non sono cittadina italiana) dove vivo da dieci anni e le autorità di qui hanno sicuramente abdicato su molti diritti civili ultimamente, ma non hanno mai sollevato alcun dubbio o reticenza sulla volontà di assicurare trattamento sanitario a ogni cittadino, indipendentemente da come la pensa sui vaccini” ha spiegato Heather Parisi. “Appare l’atto di prevaricazione di chi, non avendo gli strumenti per convincere, fa valere la legge del più forte. È questo quello a cui è destinata la nostra società oggi? Il sopravvento di quella parte della società che, riconoscendosi superiore sul piano morale, si sente legittimata a decidere per tutti qual è il bene comune da conseguire con l’uso della forza?” ha concluso Heather Parisi, mandando alcune frecciate direttamente al giornalista.

La risposta di Luca Telese

Luca Telese ha subito risposto nuovamente a Heather Parisi, promettendo di approfondire i dubbi della soubrette sulla vaccinazione e chiarirli in modo definitivo nei prossimi articoli. “Non sarebbe certo, dunque, l’effetto di uno stolto spirito di rappresaglia. Ma, semmai, l’esito ultimo di una conseguenza logica: se Heather Parisi non crede alle autorità che certificano la bontà del vaccino, come può credere alle stesse autorità quando certificano la bontà delle terapie di cura?” ha spiegato Telese, che ha tentato di sciogliere i dubbi della showgirl sottolineando che le decisioni dell’EMA non sono avventate o frettolose.

Il giornalista ha fatto riferimento ai no vax, sottolineando che è sbagliato intendere il vaccino come un’imposizione invece di una cura. “Io non nego la legittimità dei suoi dubbi. Non pretendo di opporre certezze, anzi. Le faccio solo notare il paradosso che il sentimento di ostilità al vaccino ha portato tutti ad usare due pesi e due misure: non lo consideriamo una cura, ma una imposizione rischiosa […]. Il punto più insidioso dei No Vax, che credo anche lei non condivida, è invece proprio questo: essere riusciti a creare un sentimento ostile per cui il vaccino non è più percepito come una cura. Ma come una imposizione venefica. Anche se non sono d’accordo sul resto, su questo dovremmo almeno poter convenire” ha spiegato Telese.

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