Dopo Germania, Svizzera e Austria, anche Finlandia e Svezia riprendono i trasferimenti di migranti verso l’Italia con le nuove regole Ue. Le opposizioni attaccano il governo Meloni.
Migranti: dopo Germania, Austria e Svizzera anche Finlandia e Svezia riprendono trasferimenti in Italia
Dopo Germania, Svizzera e Austria, anche Finlandia e Svezia si muovono sul fronte dei trasferimenti dei migranti verso l’Italia alla luce delle nuove regole europee.
Il ministero dell’Interno finlandese ha spiegato che l’entrata in vigore del Regolamento Ue sulla gestione dell’asilo e della migrazione permette di riattivare le procedure e che “i trasferimenti sono attualmente in fase di preparazione“. Helsinki non ha però indicato quante persone potrebbero essere coinvolte né chiarito se le operazioni riguarderanno soltanto i richiedenti asilo arrivati dopo il 12 giugno, data di applicazione del nuovo Patto, oppure anche casi precedenti.
Per la Finlandia è essenziale che ogni Paese rispetti gli obblighi previsti: “È importante che le norme sulla responsabilità per l’esame delle domande di asilo siano applicate come previsto e che tutti gli Stati membri dell’Ue rispettino le proprie responsabilità nell’ambito del Patto“. Sulla stessa linea Stoccolma. Victoria Holmqvist, portavoce del ministro svedese per la Migrazione Johan Forssell, ha confermato che “La Svezia ha effettuato trasferimenti di migranti verso l’Italia e intendiamo continuare a farlo“, precisando che, dall’entrata in vigore del Patto, le procedure previste dal regolamento di Dublino funzionano meglio.
Dal dicembre 2022 alla fine del 2025 si erano accumulate sull’Italia circa 80mila richieste di presa in carico, mentre i trasferimenti erano rimasti quasi completamente fermi dopo la circolare del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Nel quinquennio precedente erano invece rientrati oltre 17mila dublinanti. Con il nuovo quadro europeo, la platea potenzialmente interessata supererebbe, secondo i dati Eurostat, le 24mila persone, a fronte di appena 85 trasferimenti finora effettuati.
Schlein e Conte attaccano Meloni, resta aperto il confronto con Berlino
La ripresa dei trasferimenti ha immediatamente acceso lo scontro politico. La segretaria del Pd Elly Schlein ha parlato di un “boomerang” per il governo: “È clamoroso il boomerang della trovata propagandistica di Giorgia Meloni di sospendere Schengen contro la Spagna“, sostenendo che quanto accaduto a Ceuta avrebbe creato un precedente sfavorevole all’Italia.
Duro anche il presidente del M5s Giuseppe Conte, che sui social ha accusato l’esecutivo di aver prodotto un “cortocircuito“, concludendo: “Un capolavoro targato Meloni: i rimpatri funzionano, ma contro di noi“.
Sul piano delle procedure, Roma considera chiusa la questione relativa ai casi precedenti al 12 giugno, mentre per quelli successivi dovranno essere applicate le nuove disposizioni. Su questo punto resta il confronto con Berlino, dopo il rifiuto del Viminale di accettare tre vecchi trasferimenti, tra cui quello della cittadina somala Faduma Abdirisaq Warsame. Il nuovo Patto prevede inoltre meccanismi di compensazione: alle ricollocazioni può essere sostituito un contributo finanziario di 20mila euro per persona.
Il governo italiano punta a far pesare nel negoziato anche gli sbarchi delle Ong di altri Stati. Intanto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, dopo un colloquio con l’omologo tedesco Johann Wadephul, ha ribadito la necessità di rafforzare la protezione delle frontiere esterne dell’Ue e il contrasto ai trafficanti. Sullo sfondo resta l’emergenza di Ceuta, dove è iniziato lo sgombero della spiaggia di El Trampolin: nell’area si trovano, secondo le stime della polizia, tra 3.500 e 5mila migranti.
