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Migranti Italia Germania: lo scontro diplomatico che potrebbe coinvolgere altri nove casi

Migranti Italia Germania: lo scontro diplomatico che potrebbe coinvolgere altri nove casi

Italia e Germania sono in disaccordo sull'accoglienza di tre migranti. La disputa rischia di coinvolgere altri nove casi e di mettere a dura prova la cooperazione europea.

Un caso di immigrazione sta mettendo a dura prova i rapporti tra Italia e Germania. Tre persone, Rania DarezhAbdirisaq Warsame Faduma e Hotak Samir sono al centro di una disputa diplomatica che potrebbe avere ripercussioni significative.

I tre migranti, provenienti rispettivamente dall’Iraq dalla Somalia e dall’Afghanistan dovrebbero arrivare in Italia il 1719 e 20 agosto.

Tuttavia, il governo italiano ha già fatto sapere che non intende accoglierli, nonostante la Germania abbia programmato i voli per il loro trasferimento.

Le ragioni del contenzioso

La Germania sostiene che i tre migranti non hanno diritto all’asilo nel Paese e devono essere trasferiti nel Paese del primo ingresso nell’Unione europea ovvero l’Italia.

I tre sono arrivati a Lampedusa all’inizio del 2026 e successivamente hanno raggiunto il territorio tedesco.

L’Italia tuttavia, contesta questa interpretazione. Secondo il governo di Roma quando i tre migranti sono sbarcati in Italia era ancora in vigore il sistema di Dublino mentre il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo è entrato in vigore solo il 12 giugno.

Le diverse interpretazioni delle norme

La Germania legge le norme in modo diverso e considera il mancato riscontro italiano entro i termini previsti come un silenzio-assenso. Il ministro dell’Interno tedesco, Alexander Dobrindt non intende arretrare. Anche Roma non vuole cedere, mentre gli uffici dei due ministeri lavorano a una telefonata tra Matteo Piantedosi e Dobrindt per cercare un compromesso.

Le conseguenze dello scontro diplomatico

Se la mediazione fallisse, lo scontro diplomatico assumerebbe una forma concreta e surreale. I migranti partirebbero dalla Germania atterrerebbero in Italia verrebbero identificati e rispediti nello stesso Paese che li ha appena allontanati. Non una disputa astratta sulle regole europee, ma un incidente politico consumato davanti alle telecamere.

Il caso potrebbe inoltre coinvolgere altri nove migranti che FranciaAustriaSlovenia e altri governi hanno già comunicato di voler trasferire in Italia. Accettare i primi tre significherebbe per Roma rischiare di aprire la strada alle richieste successive. Respingerli, invece, porterebbe lo scontro con Berlino a un livello difficilmente compatibile con la collaborazione continuamente rivendicata da Giorgia Meloni e Friedrich Merz.

Le pressioni politiche

Merz arriva allo scontro sotto la pressione dell’AfD che alle elezioni in Sassonia-Anhalt del 6 settembre potrebbe infliggere una pesante sconfitta al cancelliere. Accettare il no italiano e trattenere i migranti offrirebbe alla destra tedesca un’arma politica immediata. Per questo Dobrindt insiste sui trasferimenti e Berlino mantiene inalterato il calendario dei voli.

Anche Meloni ha bisogno di mostrare il volto duro. La presidente del Consiglio ha ribadito che la priorità dell’Europa deve essere proteggere le frontiere esterne dall’immigrazione incontrollata. I dati del Viminale le consentono di rivendicare una riduzione degli sbarchi: dall’inizio dell’anno sono arrivate in Italia 17.353 persone, meno della metà rispetto allo stesso periodo del 2026. Riprendersi i migranti espulsi dalla Germania però, indebolirebbe quella narrazione e regalerebbe spazio a Roberto Vannacci.

Meloni e Merz finiscono così intrappolati nella stessa contraddizione. Condividono la richiesta di un’Europa più severa, ma quando bisogna stabilire quale Paese debba occuparsi concretamente dei migranti l’alleanza scompare. Restano tre voli, due governi che non vogliono cedere e tre persone sulle quali Italia e Germania misureranno la propria fermezza davanti ad AfD e Vannacci.

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