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Investì la folla a Modena, El Koudri tenta il suicidio in carcere: le sue condizioni

Investì la folla a Modena, El Koudri tenta il suicidio in carcere: le sue condizioni

Tentato suicidio in carcere per Salim El Koudri, il 31enne accusato di aver investito otto persone a Modena: ingeriti farmaci del compagno di cella.

L’attentato di Modena torna al centro della cronaca dopo il tentato suicidio in carcere di Salim El Koudri, il 31enne accusato di essersi lanciato con l’auto contro la folla il 16 maggio, investendo otto persone e causando la morte di una donna. L’uomo, ricoverato dopo aver ingerito alcuni farmaci, era comparso pochi giorni prima davanti ad alcune delle vittime per l’udienza sulla sua capacità di intendere e di volere.

La perizia su El Koudri: “Capace di intendere e di volere”

La vicenda giudiziaria riguarda quanto accaduto il 16 maggio 2026, quando El Koudri si lanciò con una Citroen C3 contro i pedoni nel centro di Modena. Nell’impatto furono coinvolte otto persone: Monica Esposito morì successivamente in ospedale, mentre le altre rimasero ferite, alcune in modo grave.

L’uomo è accusato di strage e la perizia psichiatrica ha escluso che eventuali problematiche psicologiche abbiano compromesso la sua capacità di comprendere e controllare le proprie azioni.

Come riportato da Sky Tg24, la difesa aveva sostenuto la possibilità di un vizio di mente, anche alla luce del precedente percorso di cura del 31enne.

I periti, però, hanno concluso che al momento dei fatti El Koudri fosse pienamente capace di intendere e di volere. Secondo la valutazione, il gesto non sarebbe stato determinato direttamente da una patologia psichiatrica, ma da un’azione caratterizzata da frustrazione, rancore e intento rivendicativo. Gli esperti hanno inoltre rilevato alcuni tratti di personalità, senza considerarli sufficienti a configurare un disturbo mentale tale da incidere sulla responsabilità dell’indagato.

Il tentato suicidio riaccende inoltre l’attenzione sulle condizioni dei detenuti a rischio. Il Garante regionale per le persone sottoposte a misure restrittive, Roberto Cavalieri, ha sottolineato: “Si parla di questo episodio perché il detenuto è conosciuto, ma ogni 33 ore in questa regione un detenuto tenta di uccidersi”. Cavalieri ha quindi richiamato la necessità di “riconoscere loro il diritto di essere considerati ancora umani”, precisando che questo “nulla toglie alla loro responsabilità e al dolore delle vittime”.

Modena, tentato suicidio in carcere per El Koudri: il 31enne ricoverato in ospedale

Salim El Koudri, il 31enne accusato della strage del 16 maggio nel centro di Modena, ha tentato di togliersi la vita mentre si trovava in carcere. Come riportato dal Tg1, l’uomo avrebbe ingerito una quantità significativa di farmaci del suo compagno di cella ed è stato soccorso e trasferito in ospedale. Secondo le informazioni disponibili, le sue condizioni non sarebbero tali da far temere per la vita. El Koudri era detenuto nella sezione “I Care”, destinata proprio alle persone considerate a rischio di gesti autolesionistici. Nel frattempo sono state avviate verifiche per chiarire come sia riuscito a procurarsi e ad accumulare i medicinali.

Il suo nome era tornato al centro della cronaca pochi giorni prima, quando il 2 ottobre era comparso per la prima volta in tribunale davanti ad alcune delle persone coinvolte nell’investimento. Quel giorno, durante un’udienza a porte chiuse al Tribunale di Modena, era stata discussa la perizia psichiatrica disposta nell’ambito dell’incidente probatorio. Tra le parti offese presenti c’erano anche Angelo Ciccarelli, marito di Monica Esposito, la 55enne morta dopo due mesi di ricovero a seguito delle ferite riportate, e il fratello della vittima.

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