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Pamela Genini, possibile svolta sulla tomba profanata: le news su Francesco Dolci

Pamela Genini, possibile svolta sulla tomba profanata: le news su Francesco Dolci

Dolci è stato ospite in studio di Milo Infante a "Verità Nascoste": ecco che cosa è successo.

Domenica scorsa, 23 agosto 2026, messa in ricordo di Pamela Genini, che avrebbe compiuto 30 anni. La giovane modella è stata uccisa nell’ottobre dello scorso anno dall’ex fidanzato Gianluca Soncin con 76 coltellate. La tomba della giovane è stata poi profanata con indagato Francesco Dolci, amico della vittima. Proprio Dolci è stato ospite di Milo Infante a “Verità Nascoste”.

Pamela Genini, Francesco Dolci ospite di Milo Infante

Francesco Dolci, indagato per la profanazione della tomba di Pamela Genini, è stato ospite del programma Mediaset “Verità Nascoste”, condotto dalla new entry Milo Infante. Le indagini intanto proseguono con gli inquirenti che cercano di capire che cosa sia successo all’interno del cimitero di Strozza, dove è seppellita la 29enne.

Proprio durante la trasmissione sono emerse alcune novità importanti. Ecco quali.

Pamela Genini, colpo di scena su Francesco Dolci: news sulla tomba profanata

Il 14 ottobre del 2025 Pamela Genini è stata uccisa con 76 coltellate nel suo appartamento a Milano dall’ex fidanzato Gianluca Soncin, ora in carcere. La scorsa domenica Pamela avrebbe compiuto 30 anni, con la madre che ha deciso di organizzare una funzione presso il Santuario della Cornabusa per ricordare la figlia.

Intanto come detto proseguono le indagini sulla profanazione delle tomba, che vede al momento come unico indagato Francesco Dolci. Nel corso del programma “Verità Nascoste” è emerso un punto controverso. Secondo infatti quanto riferito dall’inviata, sarebbero state isolate impronte digitali dietro la lastra di plastica della tomba di Pamela. Gli addetti delle pompe funebri avrebbero anche fornito le proprie impronte per le comparazioni, mentre Dolci, secondo quanto detto dell’inviata, si sarebbe rifiutato di consegnare le sue. Questa versione è stata però smentita in studio dallo stesso Dolci e dal suo avvocato, il quale ha precisato che non ci sarebbe stato alcun rifiuto: al pm sarebbe stata invece chiesta la possibilità di fornire le impronte dopo il deposito dell’incidente probatorio.

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