Papa Leone XIV risponde ai genitori della “famiglia nel bosco” dopo la lettera ricevuta a maggio. Il Pontefice assicura di ricordare Catherine e Nathan, insieme ai loro tre figli, nelle sue preghiere, mentre la famiglia continua ad attendere una decisione sul possibile ricongiungimento.
I tre bambini della famiglia nel bosco allontanati da novembre
La vicenda giudiziaria riguarda i tre minori, allontanati dalla casa familiare nel novembre 2025 in seguito a un provvedimento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila. I bambini sono stati collocati in una struttura di accoglienza nel territorio di Vasto. La famiglia viveva in una casa isolata nei boschi di Palmoli, in Abruzzo, conducendo uno stile di vita distante dai modelli tradizionali e affidandosi anche all’istruzione parentale.
L’intervento delle autorità era seguito a un episodio di intossicazione da funghi che aveva interessato i minori e, successivamente, a contestazioni relative alle condizioni dell’abitazione, all’isolamento sociale e al percorso educativo.
Catherine, australiana, e Nathan, britannico, hanno sempre difeso le proprie scelte, mentre le autorità hanno evidenziato la necessità di garantire ai bambini adeguate condizioni di crescita, socializzazione e istruzione.
Nel corso dei mesi, la situazione familiare si è ulteriormente complicata con l’allontanamento della madre dalla struttura in cui erano ospitati i figli, mentre il padre ha continuato a incontrarli con maggiore frequenza.
Sul piano giudiziario, i genitori continuano a chiedere il ritorno dei bambini a casa. Il 25 giugno è stata presentata un’istanza per ottenere il ricongiungimento familiare e il 7 agosto, attraverso il legale Simone Pillon, è stato depositato un sollecito affinché il Tribunale si pronunci.
La decisione resta quindi nelle mani della magistratura: la risposta di Leone XIV non interviene sul procedimento né anticipa l’esito della causa, ma rappresenta per la coppia un segnale di vicinanza in una fase caratterizzata da una lunga e difficile attesa. Il caso ha ormai superato i confini della cronaca giudiziaria, alimentando un confronto più ampio sui diritti dei genitori, sulla libertà educativa, sugli stili di vita alternativi e sulla tutela del superiore interesse dei minori. Per Catherine e Nathan, quelle poche parole e la promessa della preghiera assumono così un significato particolare mentre continuano ad attendere la possibilità di riunirsi con i loro tre figli.
Papa Leone XIV rompe il silenzio sulla famiglia nel bosco: il messaggio a Catherine e Nathan
Papa Leone XIV ha risposto alla lettera inviata da Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, genitori dei tre bambini della cosiddetta “famiglia nel bosco”, assicurando di aver preso in considerazione le loro richieste e di ricordare la famiglia nelle sue preghiere. La missiva dei genitori era stata spedita il 28 maggio, con l’obiettivo di chiedere al Pontefice attenzione e sostegno spirituale in una vicenda che da mesi li tiene lontani dai figli. La risposta del Papa, datata 23 luglio e trasmessa attraverso la Segreteria di Stato, conferma che “ha preso nota del contenuto della loro lettera” e che continuerà a “ricordare loro e la loro famiglia nelle sue preghiere”.
A riferire i contenuti dello scambio è stato l’avvocato della coppia, Simone Pillon, spiegando che Catherine e Nathan hanno accolto con gratitudine le parole del Pontefice, ringraziandolo “per la sua attenzione e le preghiere”. Nella loro lettera, i due avevano inoltre richiamato un passaggio dell’enciclica Magnifica Humanitas, apprezzando il riferimento al “diritto primario e inalienabile dei genitori di scegliere il tipo di educazione e formazione impartita ai loro figli”. Come sottolineato dallo stesso legale, “avevano chiesto il suo interessamento e le sue preghiere per la vicenda che ha coinvolto i loro figli”.
