La Sac ha riavviato i voli all’aeroporto di Catania dalle ore 14 del 15 agosto 2026, dopo la sospensione determinata dall’eruzione dell’Etna.
La riapertura riguarda sia voli in partenza sia in arrivo ed è avvenuta dopo il via libera delle autorità competenti, che hanno valutato la situazione come sufficientemente sicura per la ripresa del traffico aereo.
Ultimo aggiornamento: 15 agosto 2026.
Perché la riapertura è rilevante
La sospensione aveva provocato disagi diffusi: la nube di cenere ha interessato comuni come BelpassoAdranoRagalna e Paternò con ricadute sul traffico e sulla mobilità dei passeggeri. L’aeroporto era rimasto chiuso per motivi di sicurezza a causa della presenza di cenere vulcanica nell’atmosfera, elemento noto per compromettere motori e strumentazione degli aeromobili.
Durante la chiusura, molte rotte sono state riprogrammate: alcuni voli sono stati dirottati su Palermo e un numero limitato ha fatto scalo a Comiso struttura gestita dalla stessa società di gestione aeroportuale interessata dall’emergenza.
Dichiarazioni della presidenza Sac e gestione dei passeggeri
Anna Quattrone, presidente della Sac ha annunciato la ripresa delle attività e ha espresso cauto ottimismo.
Ha dichiarato: “Dalle ore 14 abbiamo avuto l’ok dalle autorità competenti per riprendere le attività di volo”.
Quattrone ha inoltre ricordato il ruolo degli aeroporti di supporto durante l’emergenza e ha sottolineato che, secondo la normativa comunitaria, sono le compagnie aeree a occuparsi della riprotezione dei passeggeri. La Sac ha comunque fornito assistenza tramite il proprio personale e i facilitatori presenti nei terminal.
Impatto operativo e numeri dell’emergenza
La situazione ha causato un numero significativo di cancellazioni e riprotezioni: erano previsti circa 1900 voli nei giorni dell’emergenza, di cui circa 630 sono stati riprotetti e il 36% è stato cancellato. Molti passeggeri hanno subito ritardi e spostamenti su altri scali.
Il traffico aereo riprende gradualmente con necessità di controlli e verifiche sui piazzali e sulle piste. Il personale di terra ha svolto operazioni straordinarie di pulizia e verifica per rimuovere la cenere e garantire condizioni operative sicure.
Situazione vulcanica e monitoraggio scientifico
L’attività dell’Etna è stata monitorata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Il cratere Voragine, posto a quota 3403 metri, è stato indicato come principale fonte di emissione di cenere diretta verso sud-sud-ovest.
Oltre al cratere centrale, sono risultate attive bocche eruttive a quote inferiori che hanno alimentato colate nella Valle del Bove; il fronte lavico più avanzato si è attestato alla quota di 1370 metri, senza rappresentare un pericolo immediato per aree abitate monitorate.
Gli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno continuato a effettuare rilevazioni per valutare eventuali variazioni dell’attività e l’impatto sulla navigazione aerea. Le autorità locali hanno raccomandato prudenza e rispetto delle norme per chi visita l’area vulcanica.
Le operazioni di ripristino hanno coinvolto personale aeroportuale, operatori delle compagnie e tecnici per la sicurezza; molte procedure rimangono soggette a verifiche nelle ore successive alla riapertura, con possibili aggiornamenti in caso di nuove emissioni o cambiamenti meteorologici.
Resta il presidio delle città e dei servizi coinvolti dall’impatto della cenere, con interventi di pulizia e assistenza alle popolazioni locali e ai viaggiatori interessati dalle cancellazioni e dai trasferimenti su altri aeroporti.
