L’omaggio a Fabrizio De André a L’Agnata, in Sardegna, si trasforma in un caso politico dopo la contestazione a Matteo Salvini, presente in prima fila al concerto. La protesta di una ragazza accende il confronto tra il leader della Lega e Alice De André, nipote del cantautore, mentre Dori Ghezzi richiama tutti al dialogo e al rispetto delle diverse posizioni.
Salvini contestato al concerto per De André all’Agnata: la polemica
È diventata un caso politico e culturale la presenza di Matteo Salvini al concerto dedicato a Fabrizio De André nella tenuta dell’Agnata, in Sardegna. L’appuntamento, organizzato nell’ambito del festival Time in Jazz, si è svolto il 9 agosto e ha visto sul palco Diodato, mentre in prima fila, accanto a Dori Ghezzi, c’era il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, nonché leader della Lega.
La presenza di Salvini ha provocato la contestazione di una spettatrice, che durante l’esibizione si è alzata rivolgendosi a Diodato. “Tu sei bravissimo, ma non è possibile che qui sia presente una persona che con le canzoni di De André non c’entra niente. Io mi sento offesa e non posso continuare a restare qui”, ha detto la ragazza, prima di lasciare il concerto.
La platea ha reagito in modo diviso, tra fischi e applausi. A quel punto sarebbe intervenuta Dori Ghezzi, moglie di De André e presenza storica della tenuta, invitando al confronto: “Non sono d’accordo con voi. Io la penso diversamente, sono sempre stata di sinistra, però è giusto creare un dialogo, altrimenti non saremmo più in un paese democratico dove possiamo votare“.
La vicenda ha quindi lasciato il concerto per approdare sui social. Salvini ha pubblicato il video dell’accaduto e ha rivendicato il proprio diritto ad assistere allo spettacolo e ad ascoltare De André, pur ammettendo che la ragazza fosse libera di contestarlo. “Ma cosa sta succedendo? Davvero siamo arrivati al punto in cui qualcuno decide chi può ascoltare De André e chi no? Chi può stare a un concerto e chi andarsene?”, ha scritto.
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Il ricordo di Salvini: De André, la musica e il valore del confronto
Nel suo intervento, Salvini ha spiegato di avere avuto in passato diverse occasioni per ascoltare De André dal vivo e ha ricordato anche il proprio ruolo nell’assegnazione dell’Ambrogino d’oro alla memoria al cantautore, nel 2003, quando era consigliere comunale a Milano. Ha raccontato inoltre che, quando si trova a Genova per lavoro, cerca di fare visita al cimitero monumentale di Staglieno, dove è sepolto Faber, per rivolgergli una preghiera. “Non so cosa direbbe Fabrizio oggi. E soprattutto non voglio far parlare i morti per dare ragione ai vivi. Non mi permetterei mai“, ha scritto. Salvini ha spiegato di non voler attribuire a De André pensieri su una vicenda contemporanea, ma di conoscere l’effetto che la sua musica continua ad avere su di lui: “So cosa dicono a me le sue canzoni, la sua musica, la sua voce. Mi emozionano, mi fanno pensare e qualche volta mi mettono anche in discussione“.
Il ministro ha poi allargato la riflessione al tema della libertà e del confronto politico, sostenendo che nessuno dovrebbe stabilire chi abbia il diritto di ascoltare un determinato artista sulla base delle proprie idee. “Nessuno – e ripeto nessuno – può decidere quali cantanti io possa ascoltare, quali libri leggere o non leggere, quali film guardare“, ha scritto. E ancora: “In democrazia l’avversario si batte con le idee. Non si imbavaglia, non si censura, non si cancella“. Il riferimento finale è stato al mondo che, secondo Salvini, si rischia di consegnare alle nuove generazioni: “I nostri figli non devono chiedere il permesso a nessuno per essere liberi. Parliamoci. Discutiamo, persino litighiamo. Proviamo a convincerci. Senza andare oltre“.
Salvini contestato al concerto di De André: botta e risposta con la nipote Alice De André
Di tutt’altro tenore è stata la reazione di Alice De André, attrice, presentatrice e nipote di Fabrizio De André, figlia di Cristiano. La giovane ha affidato ai social un lungo intervento sulla vicenda, difendendo la spettatrice che aveva contestato Salvini e mettendo in discussione la compatibilità tra il pensiero del nonno e quello del leader della Lega. “Io non so che cosa sia riuscito Salvini a capire dai testi di mio nonno. Forse la musica, forse la, la, la… perché sui testi, evidentemente, abbiamo avuto qualche problema di comprensione“, ha dichiarato. Secondo Alice, infatti, “Dire che i loro pensieri, i loro valori e la loro idea di società siano diametralmente opposti è un eufemismo”.
La nipote di Faber ha contestato soprattutto il fatto che il centro della polemica sia diventata la protesta della ragazza e non la presenza di Salvini in prima fila durante un omaggio a De André. “Una ragazza si alza e contesta la presenza di Salvini al concerto. E scoppia la polemica per la ragazza, non per Salvini in prima fila a un concerto di De André“, ha osservato. Da qui la sua riflessione sul modo in cui il cantautore viene ricordato oggi: “Mi viene il dubbio che De André sia diventato una specie di santino nazionale: quello che ascoltiamo tutti, celebriamo tutti, citiamo tutti, purché nessuno si azzardi a ricordare che cosa diceva davvero“.
Alice ha poi sostenuto che la contestazione fosse, a suo giudizio, coerente proprio con lo spirito attribuito a suo nonno. “Una ragazza che contesta un politico ad un concerto di De André non è fuori luogo. È forse una delle cose più coerenti che sia riuscita durante tutta la serata“, ha affermato. La nipote ha ricordato inoltre che De André era solito interrompere le proprie esibizioni per confrontarsi con il pubblico: “Mio nonno fermava i concerti per le contestazioni, fermava la musica, parlava, discuteva“. Per questo, secondo Alice, Salvini avrebbe potuto rispondere direttamente alla contestatrice anziché reagire successivamente alla vicenda sui social.
L’affondo finale è arrivato con un richiamo diretto alla figura di Faber: “Volete Fabrizio De André? Allora prendetevelo tutto. Non soltanto le canzoni che fanno bella figura alle commemorazioni. Prendetevi anche quello che pensava, quello che contestava“.
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