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Quanta plastica è stata consumata durante il lockdown?

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In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani 2020 emerge un dato: l'aumento di consumo di plastica durante il Coronavirus.

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Il Coronavirus ha portato a un aumento del consumo di plastica

Effetti collaterali da Coronavirus? L’aumento del consumo di plastica durante il periodo di lockdown. Un dato che emerge nella Giornata Mondiale degli Oceani 2020: mari e oceani ospitano l’80% delle specie viventi, animali e vegetazione marina che popolano le acque di tutto il mondo; rappresentano la fonte di sostentamento e di vita per milioni di persone sul nostro pianeta, ma da qui deriva ben il 50% dell’ossigeno che si respira.

Un patrimonio inestimabile la cui sopravvivenza deve essere una delle priorità ambientali ma che ad oggi, nonostante le continue campagne di sensibilizzazione, è fortemente minacciato da un pericolo sempre più allarmante: la plastica.

Uno studio ha evidenziato il quantitativo di plastica ‘usa e getta’ che viene consumata mediamente ogni giorno.

Coronavirus causa dell’aumento consumo di plastica

Un dato ancor più evidente durante il periodo di lockdown: in tre mesi trascorsi in casa 24 ore su 24 si sono concentrati tra le mura domestiche tutti i consumi toccando con mano quanta plastica viene gettata ogni giorno; dalle confezioni di frutta e verdura agli imballaggi di ogni genere alimentare, dai flaconi dei detergenti alle bottiglie d’acqua di cui è aumentato sensibilmente il consumo domestico.

Sulla piattaforma online WaterBattle, di Culligan, realtà di riferimento a livello mondiale sul fronte del trattamento dell’acqua e da sempre in prima linea per diffondere un consumo più sostenibile e responsabile di questa risorsa, è disponibile un utile simulatore che permette di misurare il proprio impatto ambientale proprio a fronte del consumo medio di bottiglie di plastica e del conseguente consumo di petrolio e di emissioni di CO2 aumentati a causa del maggiore tempo trascorso in casa.

Quanta plastica si consuma?

Nei tre mesi passati dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, una famiglia media di 4 persone, con un consumo medio giornaliero 2 litri di acqua (quantità consigliata) ha utilizzato ben 474,5 bottiglie da 1,5 l, pari a 18 kg di plastica. Questa scelta ha comportato l’impiego di 34,2 kg di petrolio utilizzato per la realizzazione del PET e 60,5 kg di CO2 frutto della produzione e del trasporto di questo quantitativo di bottiglie.

Una famiglia di 3 persone, invece, ha consumato ben 356 bottiglie in PET da 1,5 litri in tre mesi, pari a 13,5 kg di plastica, 25,7 kg di petrolio e 45,4 kg di CO2.

Da marzo a giugno, l’aumento del consumo casalingo di acqua in bottiglia causato dal lockdown ha rappresentato un peso anche sul bilancio economico delle famiglie, pari a 219€ per i nuclei familiari di 4 persone e di 164,25€ per quelli con 3 componenti. In un mondo in cui diventa sempre più cruciale adottare stili di vita eco-friendly, privati, aziende, organizzazioni e amministrazioni sono le prime ad avere la responsabilità di intraprendere azioni concrete per ridurre il proprio impatto ambientale.

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Le idee plastic-free

“Durante la fase più dura della pandemia, la sicurezza ha occupato senza dubbio il primo posto nei pensieri di ognuno di noi, mentre le tematiche ambientali sono state messe inevitabilmente in secondo piano. È importante però considerare l’emergenza corona virus come un monito a rispettare maggiormente la natura per il bene del nostro Pianeta e dell’umanità intera”, afferma Giulio Giampieri, Presidente del Gruppo Culligan in Italia in merito all’aumento del consumo di plastica durante il Coronavirus.

“In questo contesto, non dobbiamo dimenticarci che ridurre l’inquinamento da plastica è una priorità assoluta per salvare i nostri mari, fortemente inquinati da questo materiale. Oggi, in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani vogliamo sottolineare l’importanza di riattivare al più presto tutte le buone pratiche di consumo plastic-free adottate negli ultimi anni, sia in ambito lavorativo che casalingo”.

I depuratori per l’acqua

L’esperienza maturata da Culligan in oltre 80 anni di storia rende l’azienda pioniera nella promozione di un consumo d’acqua plastic-free, a casa e fuori casa: i sistemi Culligan sono riconosciuti in 90 Paesi per la loro capacità di migliorare ulteriormente l’acqua del rubinetto, rimuovendo odori e sapori sgradevoli oltre che eventuali impurità presenti nelle tubature.

Proprio i significativi benefici per l’ambiente hanno permesso agli erogatori di acqua affinata Culligan di ottenere un importante riconoscimento: a seguito di severe verifiche tecniche e di impatto ecologico, sono gli unici nel settore ad essere consigliati ufficialmente da Legambiente.

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze


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Antonino Paviglianiti

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze

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