Lo stadio di un razzo SpaceX sulla Luna si prepara all’impatto: dopo oltre un anno trascorso nello spazio, il relitto del Falcon 9 è diretto verso la superficie lunare. Gli scienziati hanno stimato data, ora e zona dello schianto.
Stadio di un Falcon 9 verso lo schianto sulla Luna: data, ora e punto previsto dell’impatto
Un vecchio stadio superiore di un razzo SpaceX si prepara a concludere il proprio viaggio nello spazio con un impatto sulla superficie lunare. L’oggetto, lungo circa 14 metri, era stato lanciato il 15 gennaio 2025 per portare verso la Luna i lander Blue Ghost 1 di Firefly Aerospace e Hakuto-R Mission 2 di ispace. Dopo oltre un anno trascorso su un’orbita terrestre molto elevata, modificata dall’azione della gravità lunare e dalla pressione della radiazione solare, il relitto è ormai diretto verso il satellite naturale della Terra.
Le ultime osservazioni hanno permesso di restringere la finestra temporale e l’area prevista dello schianto, anche se non si può parlare di una previsione assolutamente precisa. La rotazione del relitto e gli effetti della luce solare sulla traiettoria possono infatti provocare variazioni di alcuni chilometri rispetto al punto inizialmente calcolato.
Secondo i dati aggiornati dell’astronomo Bill Gray, responsabile del progetto indipendente di monitoraggio Project Pluto, l’impatto dovrebbe avvenire il 5 agosto 2026 alle 08:35:37 (ora italiana).
Il Falcon 9 dovrebbe raggiungere la superficie lunare a una velocità di circa 2,43 chilometri al secondo, pari a quasi 8.700 chilometri orari. La zona individuata per lo schianto si trova alle coordinate 19,461° Nord e 93,293° Ovest, nei pressi del cratere Einstein, una regione vicina al margine del lato della Luna osservabile dalla Terra. L’orario previsto presenta ormai un’incertezza di appena pochi secondi, mentre la posizione dell’impatto potrebbe ancora cambiare leggermente.
Cosa produrrà lo schianto del razzo SpaceX sulla Luna: energia, cratere e nube di detriti
L’evento è stato analizzato anche in uno studio di pianificazione osservativa pubblicato sulla piattaforma scientifica arXiv da un gruppo internazionale di ricercatori guidato da Benjamin Fernando. La massa precisa dello stadio non è conosciuta, ma le stime indicano un peso compreso tra 4 e 5 tonnellate. Al momento dell’impatto dovrebbe liberare un’energia stimata tra 12 e 15 gigajoule, equivalente a diverse tonnellate di TNT.
Secondo le simulazioni, lo schianto potrebbe creare un cratere largo tra 20 e 30 metri, accompagnato da un breve lampo luminoso e da un pennacchio di polvere e frammenti di regolite lunare. In alcuni scenari teorici, la nube di materiale sollevato potrebbe raggiungere un’altezza compresa tra 75 e 100 chilometri.
Questi valori, però, restano delle stime: l’aspetto del pennacchio, la sua luminosità e la quantità di materiale espulso dipenderanno da diversi fattori ancora non completamente conosciuti, tra cui l’orientamento del razzo al momento della collisione, la struttura dello stadio e le caratteristiche del terreno colpito. L’osservazione diretta dalla Terra non è garantita, ma diversi telescopi professionali, soprattutto nelle Americhe, tenteranno di rilevare il lampo dell’impatto.
Lo schianto non rappresenta un pericolo per la Terra e, secondo le informazioni disponibili, non dovrebbe creare problemi alle sonde già operative intorno alla Luna. Per la comunità scientifica, invece, sarà un’occasione per raccogliere nuovi dati sugli impatti ad alta velocità sulla superficie lunare. Tra le missioni che potrebbero contribuire allo studio dell’evento c’è il Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA, che dovrebbe sorvolare l’area prima e dopo l’impatto.
Il Falcon 9 come caso di studio per il futuro dei detriti spaziali
Le previsioni sull’impatto si basano soprattutto sui dati raccolti da Bill Gray, Project Pluto e diversi osservatori astronomici. Il sistema Horizons del Jet Propulsion Laboratory della NASA, pur essendo usato per calcolare molte traiettorie spaziali, non ha fornito una conferma ufficiale di orario e coordinate dello schianto.
Il relitto segue una traiettoria complessa, influenzata dalla gravità della Luna e del Sole e dalla pressione della radiazione solare, che può modificare leggermente il percorso. Nonostante queste variabili, le ultime osservazioni rendono l’impatto ormai altamente probabile. L’evento riporta inoltre l’attenzione sul monitoraggio dei detriti nello spazio cislunare, più difficili da controllare rispetto a quelli in orbita terrestre bassa.
Con l’aumento delle missioni lunari potrebbe diventare necessario adottare nuove strategie per lo smaltimento degli stadi dei razzi. Lo schianto del Falcon 9 rappresenta quindi un’importante occasione scientifica per migliorare lo studio e il controllo degli oggetti artificiali tra la Terra e la Luna.
