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Scontri al corteo pro Pal a Torino: le forze dell’ordine usano gli idranti

Scontri al corteo pro Pal a Torino: le forze dell’ordine usano gli idranti

Corteo pro Pal fermato due volte a Torino: tensione sul lungo Dora, lanciati oggetti contro la polizia. Gli agenti intervengono con gli idranti e la manifestazione si scioglie.

Tensioni a Torino durante il corteo pro Palestina partito dal Campus Einaudi nella serata del 7 ottobre. I manifestanti sono stati bloccati per due volte dalle forze dell’ordine: dopo il lancio di alcuni oggetti e di una torcia da segnalazione, la polizia è intervenuta con gli idranti. La protesta, alla quale hanno partecipato circa 200 persone, si è conclusa con l’annuncio di una nuova mobilitazione per il 10 ottobre.

10 ottobre, cortei pro Palestina in tutta Italia: mobilitazione da Roma a Torino

Le tensioni di Torino si inseriscono in un quadro nazionale caratterizzato da una maggiore attenzione alla sicurezza in occasione dell’anniversario. Il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto al Viminale dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, aveva disposto un rafforzamento dei controlli, con particolare attenzione ai luoghi simbolici per Israele e per la comunità ebraica, oltre che alle manifestazioni previste nelle diverse città.

In altre località si sono registrate iniziative e controversie analoghe: a Bologna, per esempio, era stato annunciato un dibattito sulla storia della resistenza palestinese accompagnato dalla proiezione del film Palestina 36, nonostante la contrarietà dell’Università. A Lecco, invece, il questore aveva vietato un presidio e un corteo pro Palestina previsti nel centro cittadino.

Nel frattempo, i promotori delle mobilitazioni del 10 ottobre hanno annunciato manifestazioni in diverse città italiane, da Roma a Milano, da Napoli a Torino, chiedendo la fine delle ostilità a Gaza, lo sblocco degli aiuti umanitari e il ritiro dell’esercito israeliano dai territori occupati.

Tensioni al corteo pro Palestina a Torino: oggetti contro la polizia e idranti

La manifestazione torinese è stata preceduta da un incontro universitario che aveva già suscitato polemiche nei giorni precedenti. L’appuntamento, organizzato dal coordinamento Torino per Gaza nel giorno del terzo anniversario degli attacchi di Hamas in Israele del 7 ottobre 2023, era dedicato alla resistenza palestinese e alla guerra nella Striscia di Gaza. La rettrice dell’Università di Torino, Cristina Prandi, aveva preso le distanze dall’iniziativa, chiarendo che non si trattava di un evento organizzato dall’Ateneo.

Momenti di tensione nella serata di mercoledì 7 ottobre a Torino, durante la manifestazione pro Palestina partita dal Campus Luigi Einaudi. Il corteo, composto da circa 200 persone, è stato fermato in due occasioni dagli sbarramenti predisposti dalle forze dell’ordine, che hanno impedito ai partecipanti di proseguire lungo il percorso. Come riportato da Tgcom24, il primo blocco è avvenuto in corso Farini: i manifestanti hanno quindi invertito la direzione di marcia, tornando verso lungo Dora Siena, dove hanno trovato un secondo cordone di polizia. Ne è seguito un lungo confronto, durato circa un’ora, durante il quale la tensione è progressivamente aumentata. Alcuni partecipanti hanno lanciato oggetti e una torcia da segnalazione contro gli agenti, mentre sarebbero stati utilizzati anche alcuni bengala. La risposta delle forze dell’ordine è arrivata con l’impiego dell’idrante, utilizzato per contenere i manifestanti e impedire loro di avanzare.

In testa alla manifestazione campeggiava lo striscione «Contro ogni genocidio. Contro ogni guerra. Ora e sempre Resistenza». Prima di raggiungere le strade della città, i partecipanti avevano preso parte a un incontro promosso dal coordinamento Torino per Gaza, dedicato alla situazione palestinese e intitolato «Tre anni di genocidio, tre anni di resistenza».

Durante l’iniziativa, gli organizzatori hanno rivendicato la scelta di manifestare proprio nella ricorrenza del 7 ottobre, affermando: «In questo 7 ottobre hanno vietato le piazze in tutta Italia, ma anche questa volta Torino sa da che parte stare». Al termine della protesta, è stato annunciato un nuovo appuntamento per sabato 10 ottobre, quando è prevista una manifestazione regionale. Gli attivisti hanno inoltre preannunciato ulteriori iniziative nelle settimane successive, tra cui una mobilitazione contro il riarmo fissata per il 24 ottobre.

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