Terremoto in Colombia, una scossa di magnitudo 7,4 ha devastato diverse aree del Paese, provocando oltre 130 morti, centinaia di feriti e gravi crolli. Le autorità hanno dichiarato lo stato di disastro nazionale.
Terremoto in Colombia, il bilancio si aggrava: almeno 132 morti e oltre 570 feriti
Una fortissima scossa di magnitudo 7,4 ha colpito la Colombia occidentale, con epicentro individuato nel comune di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó, al confine con Risaralda e Valle del Cauca.
Il terremoto è stato registrato alle 7.34 ora locale, a una profondità di circa 82 chilometri, e ha fatto tremare numerose aree del Paese, comprese Bogotá, Cali, Manizales e Armenia. Secondo le autorità, il movimento tellurico è durato 96 secondi, anche se in alcune città le oscillazioni sono state percepite per più di quattro minuti.
La violenza del sisma ha provocato gravi danni a edifici, ospedali, aeroporti e strade nei dipartimenti di Chocó, Caldas, Risaralda e Valle del Cauca. Alcune strutture sono crollate completamente e tra quelle maggiormente colpite ci sarebbe anche l’ospedale universitario di Cali, dove, secondo Blu Radio, potrebbero esserci bambini intrappolati sotto le macerie.
Le squadre di emergenza sono impegnate nelle operazioni di soccorso e nella verifica degli edifici danneggiati.
Il bilancio delle vittime è aumentato progressivamente nelle ore successive: dalle prime 78 vittime comunicate dalle autorità si è passati a 111, poi ad almeno 124 morti, fino all’ultimo aggiornamento che parla di 132 vittime e oltre 570 feriti, secondo Asocapitales. Il presidente colombiano Abelardo de la Espriella ha spiegato che la priorità resta quella di raggiungere le persone ancora bloccate tra i detriti. “Ho diretto personalmente la gestione dell’emergenza a San José del Palmar. Ho disposto l’istituzione di un Centro di Comando Unificato per coordinare l’assistenza alle persone colpite“. Il capo dello Stato ha inoltre aggiunto: “Non siete soli. Lo Stato è presente e sta intervenendo“.
Terremoto in Colombia: stato di disastro nazionale, scattano gli aiuti internazionali
Di fronte alla gravità della situazione, il governo colombiano ha dichiarato lo stato di disastro di carattere nazionale, una decisione approvata dal Comitato nazionale per la gestione dei disastri durante una riunione convocata nella sede dell’Unità nazionale per la gestione del rischio. Le prime proiezioni dell’USGS, elaborate attraverso il sistema Pager, hanno indicato uno scenario potenzialmente ancora più drammatico: la stima automatica prevede infatti fino a mille vittime, con una probabilità del 35% di un bilancio compreso tra 100 e 1.000 morti e del 20% tra 1.000 e 10.000. L’agenzia statunitense ha tuttavia precisato che si tratta di stime preliminari, destinate a essere aggiornate sulla base delle informazioni provenienti dalle zone colpite.
Anche le perdite economiche sono state inizialmente quantificate tra 100 milioni e un miliardo di dollari. Il sisma ha mobilitato anche la comunità internazionale. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha assicurato che l’Unione europea è “pronta a fornire ulteriore supporto“ e ha spiegato: “Il cuore dell’Europa è con il popolo colombiano dopo il terribile terremoto nella regione del Chocó. Abbiamo già mobilitato Copernicus, il nostro servizio satellitare, per contribuire alle operazioni di soccorso”. Anche gli Stati Uniti hanno annunciato 15,5 milioni di dollari di aiuti, destinati a garantire alloggi temporanei, alimenti, protezione e attività di valutazione dei danni.
Il presidente de la Espriella ha successivamente visitato Quibdó, capoluogo del Chocó, assicurando che saranno messe a disposizione risorse finanziarie per affrontare l’emergenza. “Il Chocó occupa un posto speciale nel mio cuore. Per molti anni è stata commessa un’ingiustizia ai danni del Chocó ed è giunto il momento che tale ingiustizia abbia fine”, ha dichiarato. Sul fronte italiano, l’ambasciatore a Bogotà Giancarlo Curcio ha riferito: “Stiamo lavorando in stretto contatto con la Farnesina per seguire la situazione: al momento non sono segnalati connazionali in situazione di pericolo nelle zone più colpite dal terremoto“.
