Il Venezuela è ancora alle prese con le conseguenze del violento terremoto che ha colpito il Paese nella notte tra il 24 e il 25 giugno 2026. A distanza di giorni, mentre il numero delle vittime continua a crescere, proseguono senza sosta le operazioni di soccorso tra le macerie, con alcuni salvataggi che mantengono viva la speranza.
Bilancio drammatico in Venezuela dopo il terremoto: vittime, italiani coinvolti e scenario nazionale
Mentre proseguono i soccorsi, il bilancio complessivo della tragedia continua ad aggravarsi. Le autorità hanno aggiornato il numero delle vittime a 1.719, come riferito dal presidente dell’Assemblea Nazionale Jorge Rodríguez, segnando un aumento costante delle perdite accertate. Particolarmente rilevante anche il coinvolgimento della comunità internazionale: in Venezuela risiedono circa 150mila cittadini italiani iscritti all’AIRE, e quasi la metà di loro si trova nelle zone maggiormente colpite dal terremoto che ha devastato il nord del Paese.
Tra le vittime accertate figurano anche 16 italiani, mentre tra i casi più recenti è stata confermata la morte dei membri della famiglia Garofalo, residenti nella regione di La Guaira. Il quadro complessivo resta quindi estremamente critico, con un territorio ancora impegnato tra emergenza, ricerca dei dispersi e gestione delle conseguenze di un disastro che continua a lasciare segni profondi sulla popolazione.
Terremoto Venezuela, il miracolo: bimbo estratto vivo dalle macerie dopo sei giorni
A sei giorni dal violento sisma che ha colpito il Venezuela, le operazioni di ricerca non si sono fermate e continuano a dare risultati inaspettati, con nuovi salvataggi tra le macerie. Nelle ultime ore sono stati ritrovati in vita due minori: un bambino di tre anni, recuperato nello stato di La Guaira, e un dodicenne rimasto intrappolato in un edificio del quartiere di Macuto.
Il più piccolo, identificato come Klieber Moran, è stato estratto dai resti del complesso residenziale Los Corales Garden 1, una delle aree maggiormente colpite. Come confermato dal ministero della Comunicazione attraverso un post su X, il bimbo è sopravvissuto per sei giorni dopo il sisma. Le operazioni di recupero sono state condotte dalla missione di soccorso giordana e, una volta liberato, il bambino è stato trasferito per ricevere assistenza medica anche grazie al supporto del personale della Zona operativa di valutazione dei danni e analisi dei bisogni dello Stato di Sucre.
Parallelamente, un altro salvataggio significativo è avvenuto a Macuto, dove una squadra di soccorso del Corpo dei vigili del fuoco del distretto metropolitano di Quito, in collaborazione con unità della Repubblica Dominicana, è riuscita a portare in salvo un ragazzo di 12 anni, Carlos, rimasto intrappolato per giorni. Nel loro comunicato ufficiale hanno sottolineato il valore simbolico di ogni recupero: “In Venezuela, dopo ore di lavoro, la nostra squadra Usar Ecuy – 01, in coordinamento con la squadra della Repubblica Dominicana, è riuscita a salvare Carlos, un bambino di 12 anni, rimasto intrappolato sotto le macerie nel quartiere di Macuto, a La Guaira” e hanno aggiunto: “Trovare segni di vita è la motivazione più grande per andare avanti. Ogni persona salvata rappresenta una famiglia che ritrova la speranza e ci dice che vale la pena continuare a cercare. Continuiamo a essere impegnati, mantenendo saldo il nostro impegno a trovare persone vive laddove altri attendono ancora una risposta. Finché ci sarà una possibilità, continueremo a cercare“.
