Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che le operazioni militari contro le raffinerie di petrolio russe saranno intensificate, in risposta a una recente ondata di attacchi contro i punti nevralgici di Kiev. Secondo il capo di Stato, Vladimir Putin ha emanato una nuova dottrina che autorizza lo sgancio di colpi su infrastrutture civili – strade, scuole e ospedali – con lo scopo di costringere la popolazione a lasciare le città.
Zelensky ha inoltre confermato che le forze ucraine hanno riconquistato tra i 125 e 140 chilometri quadrati nella zona del Donbass, mentre le perdite russe sono aumentate a circa 42 mila morti e feriti al mese rispetto ai 30-32 mila registrati all’inizio dell’anno.
Attacchi recenti sul ponte Nord di Kiev e la risposta russa
Due giorni dopo l’assalto al ponte Sud, le forze russe hanno colpito il ponte Nord di Kiev noto come ponte Severny sul Dnepr, con droni armati. L’operazione, comunicata dal sindaco Vitali Klitschko tramite Telegram, ha provocato due feriti e ha riacceso gli allarmi per i droni nella capitale. Il ministero degli Esteri russo ha confermato l’uso di velivoli senza pilota per colpire il ponte, definendolo cruciale per il trasporto di truppe e rifornimenti.
La stessa autorità ha lanciato un avviso a diplomatici e cittadini stranieri, invitandoli a lasciare la città per motivi di sicurezza.
Impatto sulla vita quotidiana a Kiev
Klitschko ha descritto la situazione di Kiev come “drammatica”, sottolineando la distruzione di infrastrutture critiche, reti logistiche, abitazioni e strutture sociali. L’aggressore ha mirato nuovamente al sistema energetico, costringendo le autorità a garantire la continuità dei servizi nonostante i continui attacchi. Le ferite riportate sono state poche ma la minaccia costante di ulteriori bombardamenti ha spinto migliaia di cittadini a considerare l’esodo dalla capitale.
Reazioni internazionali e allarmi nella regione balcanica
Nel frattempo, la UE ha espresso preoccupazione per le operazioni ibride della Russia. Kaja Kallas alta rappresentante per gli affari esteri e la sicurezza, ha dichiarato a Roma che Mosca sta cercando di generare paura nelle società europee per scoraggiare il sostegno all’Ucraina. Parallelamente, la NATO ha attivato pattuglie aeree sopra la Lituania dopo che un drone proveniente dalla Bielorussia ha violato lo spazio aereo lituano. L’allarme è stato rapidamente revocato, ma gli aerei da combattimento della NATO sono rimasti in volo finché la minaccia è stata valutata.
Escalation nella Moldavia e ulteriori violazioni aeree
La presidente moldava Maia Sandu ha convocato l’ambasciatore russo a seguito di missili e droni che hanno violato lo spazio aereo del suo paese a fine settembre, definendo tali azioni una minaccia per la sicurezza europea. L’evento ha rafforzato l’idea che la guerra stia avanzando oltre i confini tradizionali dell’Ucraina, minacciando gli Stati vicini.
Possibile accordo petrolifero USA-Russia dietro le quinte
Un altro filone di notizie proviene dagli Stati Uniti, dove il New York Times ha riportato che i colloqui dell’amministrazione di Donald Trump con la Russia avrebbero aperto la porta a un accordo petrolifero multimiliardario. I negoziatori americani citati sono l’imprenditore Steve Witkoff e il genero del presidente, Jared Kushner. Il patto, ancora in fase di definizione, prevederebbe la vendita di asset energetici appartenenti a Lukoil con la partecipazione di gruppi mediorientali e dell’investitore Todd Boehly. Sebbene non siano stati forniti dettagli finanziari precisi, l’operazione sembrerebbe valere alcune decine di miliardi di dollari e potrebbe incidere sulla dinamica geopolitica del conflitto.
Contemporaneamente, le potenze occidentali e gli Stati Uniti cercano di gestire le ripercussioni economiche, hintando a possibili accordi energetici che potrebbero modificare l’equilibrio di potere nella regione.
