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Verso lo scisma, lefebvriani: chi sono e quali sono le loro origini

Verso lo scisma, lefebvriani: chi sono e quali sono le loro origini

Le nuove consacrazioni episcopali della Fraternità San Pio X riaprono uno scontro con la Santa Sede. Lefebvriani chi sono e perché si torna a parlare di possibile scisma.

La vicenda riporta l’attenzione sui rapporti tra la Fraternità San Pio X e il Vaticano vediamo chj sono i lefebvriani.

Lefebvriani, chi sono e perché la consacrazione dei nuovi vescovi riapre il rischio di uno scisma

La messa è iniziata a Écône, in Svizzera. Un appuntamento atteso da settimane. E osservato con attenzione dalla Santa Sede.

La Fraternità Sacerdotale San Pio X, il movimento fondato dall’arcivescovo Marcel Lefebvre, ha dato il via alla cerimonia per la consacrazione di quattro nuovi vescovi senza il mandato pontificio. Una scelta che il Vaticano potrebbe considerare un atto scismatico e che a sua volta potrebbe riportare la Fraternità a una nuova rottura con la Chiesa cattolica, quasi quarant’anni dopo il precedente del 1988, come riporta le agenzie.

Ma chi sono i lefebvriani? Si tratta dei membri della Fraternità San Pio X, nata per iniziativa di Marcel Lefebvre e legata alla difesa della liturgia tradizionale e di una lettura rigorosa della dottrina cattolica. Da anni il dialogo con Roma procede tra aperture, frenate e nuovi momenti di tensione. Questa volta, però, il confronto sembra essere arrivato a uno dei passaggi più delicati.

Nei giorni scorsi la Santa Sede aveva rivolto un nuovo appello affinché venisse evitata la consacrazione dei quattro vescovi. L’invito, però, non è stato accolto. La Fraternità ha confermato il programma delle celebrazioni e ha ribadito la propria posizione anche attraverso una lettera indirizzata a Papa Leone XIV e ai cardinali, nella quale afferma di voler conservare integralmente la fede ricevuta dalla Chiesa, definendola non «un’opinione particolare», ma il patrimonio trasmesso dagli Apostoli. Le parole sono contenute nella professione di fede rilanciata dalla stessa Fraternità e riportata dall’ANSA.

Lefebvriani, chi sono davvero e cosa cambia dopo le nuove consacrazioni episcopali

La giornata di Écône non si limita a una celebrazione religiosa. Intorno al seminario svizzero sono arrivati migliaia di fedeli e centinaia tra sacerdoti, religiosi e religiose provenienti da diversi Paesi. L’organizzazione della Fraternità aveva annunciato la partecipazione di circa 15 mila persone, trasformando l’appuntamento in uno degli eventi più significativi della storia recente del movimento.

Il nodo resta quello del mandato pontificio. Per la Chiesa cattolica la consacrazione di nuovi vescovi senza l’autorizzazione del Papa rappresenta un fatto di estrema gravità sul piano canonico. È lo stesso elemento che nel 1988 portò allo storico scontro tra Marcel Lefebvre e san Giovanni Paolo II.

Nelle ultime settimane non sono mancati tentativi di dialogo. La Fraternità, tuttavia, ha confermato di voler proseguire lungo la strada già annunciata. «Confermiamo la nostra fede, non è un’opinione», hanno scritto i responsabili del movimento nella lettera inviata al Pontefice e al Collegio cardinalizio, ribadendo la convinzione di agire nel solco della Tradizione della Chiesa. La dichiarazione è stata diffusa dalla Fraternità e riportata dall’ANSA.

Adesso gli occhi restano puntati sulle conseguenze ecclesiastiche della giornata. L’eventuale conferma dello scisma rappresenterebbe uno degli sviluppi più delicati nei rapporti tra il Vaticano e la Fraternità San Pio X degli ultimi decenni. E tutto è partito da quella celebrazione iniziata nella mattinata del 1° luglio a Écône.

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