Il neon-realismo di Agnes Spaak COMMENTA  

Il neon-realismo di Agnes Spaak COMMENTA  

Agnes Spaak ha inventato un nuovo genere narrativo:  il neon-realismo.

Le sue fotografie sono scatti di luce attraverso l’obiettivo di una realtà intermittente che tutti noi viviamo ma che in pochi comprendiamo davvero di vivere. Una realtà istantanea, dove tutto sembra destinato a scomparire. In un mondo telecamera Agnes Spaak usa le immagini come la camera oscura dei nostri sogni.

Agnes Spaak rimane impressa oltre la pellicola del vedere. Le sue fotografie non sono semplici immagini, ma  quadri acustici:  perché  riesce a condurci là dove si smette di vedere, si smette di ascoltare, si smette di sembrare e si comincia finalmente a sentire, così la definisce Gian Paolo Serino, critico letterario.

La mostra è aperta dal 8 al 18 marzo alla Galleria Vittoria di Roma in via Margutta.


Agnes Spaak è nata a Parigi. Inizia fin da giovanissima a respirare il mondo intellettuale e artistico della Parigi creativa degli anni ‘60. Si trasferisce in Italia e lavora come attrice.

Tra un set e l’altro, scopre la sua passione per la fotografia e inizia una nuova vita, collaborando come inviato speciale di grandi case di produzione come la Twenty Century Fox, Titanus, realizzando ritratti fotografici tra cui quelli di Claudia Cardinale, Oliver Reed, Florinda Bolkan, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Jeanne Moreau e tanti altri. 

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