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Attentato a Ranucci, Tavares rompe il silenzio dall’Africa: “Non sono latitante”

Attentato a Ranucci, Tavares rompe il silenzio dall’Africa: “Non sono latitante”

Nell’inchiesta sull’attentato a Ranucci, Tavares, presunto intermediario con la banda, nega di essere latitante.

Nuovi sviluppi nell’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci: Lavitola e i presunti esecutori sono pronti a parlare, mentre resta latitante Gomes Tavares, indicato come intermediario con la banda.

Attentato Ranucci, gli esecutori chiedono di essere interrogati: Lavitola prepara il ricorso al Riesame

Potrebbero arrivare nuovi elementi nell’inchiesta sull’attentato contro Sigfrido Ranucci, avvenuto il 16 ottobre 2025 davanti alla sua abitazione di Torvaianica, dove esplose un ordigno.

Nei prossimi giorni sia i presunti esecutori sia chi avrebbe organizzato l’azione sono pronti a confrontarsi con i magistrati, sostenendo che l’obiettivo non sarebbe stato quello di provocare conseguenze fisiche al giornalista o ad altre persone. Valter Lavitola intende rendere dichiarazioni spontanee davanti al tribunale del Riesame, con un’udienza che potrebbe essere fissata nella prima metà della prossima settimana.

L’ex editore dovrebbe fornire alcune “puntualizzazioni” dopo che, il 12 agosto, il gip aveva respinto la richiesta di scarcerazione presentata dai suoi difensori al termine dell’interrogatorio di garanzia.

Anche i quattro componenti del gruppo accusato di aver materialmente collocato l’ordigno hanno deciso di cambiare atteggiamento. I loro legali hanno infatti depositato alla Dda di Roma una richiesta di interrogatorio e non è escluso che possano essere ascoltati già nei prossimi giorni.

Finora si erano sempre avvalsi della facoltà di non rispondere. Le nuove mosse difensive potrebbero far emergere una linea comune, anche se resta da chiarire se le ricostruzioni coincideranno soprattutto sul contenuto del mandato ricevuto.

La richiesta di essere sentiti arriva dopo le dichiarazioni di Lavitola, che aveva ammesso di aver organizzato un’azione contro Ranucci, sostenendo però di aver chiesto qualcosa di diverso dall’esplosione di una bomba. Secondo la sua versione, il piano prevedeva alcuni colpi di pistola contro il muro dell’abitazione, con modalità che avrebbero dovuto evitare rischi per le persone.

Attentato a Ranucci, Tavares respinge l’etichetta di latitante: “Sono impegnato a lavorare”

È proprio questa la ricostruzione che Lavitola dovrebbe ribadire davanti al Riesame. Secondo l’imprenditore, Gomes Tavares, indicato come suo factotum e presunto intermediario con la banda, avrebbe agito autonomamente senza rispettare le indicazioni ricevute. L’uomo è ancora latitante in Africa, ma avrebbe promesso di “tornare presto”. Nella memoria difensiva potrebbe trovare spazio anche il fatto che almeno uno dei presunti esecutori avrebbe affermato che non c’era l’intenzione di fare del male al conduttore di Report. Lavitola, dunque, non sembra intenzionato a modificare la propria versione neppure sul movente: ha sostenuto che l’iniziativa sarebbe stata esclusivamente sua, escludendo la presenza di altri mandanti. Lo scopo, secondo quanto dichiarato, sarebbe stato quello di favorire un rafforzamento della protezione di Ranucci “alla luce delle minacce ricevute”.

Attualmente Gomes Tavares si troverebbe in Africa e, pur essendo considerato latitante dagli investigatori, respinge questa definizione, sostenendo di essere “impegnato a lavorare”. Secondo la versione di Lavitola, Tavares avrebbe inoltre agito di propria iniziativa, discostandosi dalle indicazioni ricevute per l’azione dimostrativa. A mantenere il silenzio sull’indagine è invece lo stesso giornalista. Prima della presentazione del suo libro in provincia di Trento, Ranucci ha risposto alle domande dei cronisti chiarendo: “Dell’inchiesta giudiziaria non parlo”, aggiungendo poi: “Parlerò, ma per rispetto prima con la magistratura”.

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