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Bambina americana ricoverata una notte in ospedale in Puglia: fattura choc di 1.662 euro

Bambina americana ricoverata una notte in ospedale in Puglia: fattura choc di 1.662 euro

Bambina americana ricoverata in ospedale in Puglia per una notte: dopo le dimissioni arriva ai genitori un conto da 1.662 euro.

Una bambina americana di appena due mesi, in vacanza con i genitori in Puglia, viene ricoverata in ospedale per una notte dopo alcune linee di febbre. Dopo le dimissioni, alla famiglia arriva una richiesta di pagamento da 1.662 euro, cifra che ha sollevato dubbi e polemiche tra i sindacati medici.

Bambina americana ricoverata per una notte in ospedale in Puglia: ai genitori chiesti 1.662 euro

Una vacanza in Puglia si è trasformata in una disavventura per una giovane coppia di turisti americani, alle prese con un conto ospedaliero da oltre 1.600 euro per le cure prestate alla figlia di appena due mesi. Come riportato dal Corriere della Sera, il 10 agosto 2026 la neonata, che presentava qualche linea di febbre, è stata accompagnata dal padre al Pronto soccorso dell’ospedale di Monopoli-Fasano.

Dopo gli accertamenti, tra cui esami del sangue e delle urine, i sanitari hanno disposto un ricovero urgente nel reparto di Pediatria per tenerla sotto osservazione.

Le condizioni sono rapidamente migliorate e l’11 agosto la piccola è stata dimessa e riportata in albergo dai genitori. La sorpresa è arrivata alcune ore più tardi, quando la famiglia è stata raggiunta telefonicamente dalla struttura e informata della necessità di versare circa 1.700 euro.

“Chiedere soldi per telefono ci è sembrato un fatto irrituale. Poteva trattarsi anche di una truffa“, hanno raccontato i genitori, che hanno quindi chiesto l’invio della fattura via e-mail. Il documento ha confermato la richiesta: 1.662 euro per il ricovero e l’assistenza ricevuta.

Bambina ricoverata per una notte, conto da 1.662 euro ai genitori: la replica dell’ospedale

Sempre stando alle indiscrezioni del Corriere della Sera, l’ospedale avrebbe escluso irregolarità, precisando che la bambina risiede all’estero, non è iscritta al Servizio sanitario nazionale e dunque non beneficia dell’assistenza gratuita in Italia. Secondo l’amministrazione, al termine del ricovero è stato «applicato quanto previsto per la contabilizzazione delle prestazioni sanitarie erogate a favore dei pazienti stranieri». La tariffa sarebbe stata determinata automaticamente attraverso Edotto e il sistema DRG, sulla base delle informazioni cliniche riportate nella scheda di dimissione: il ricovero sarebbe stato classificato nella categoria 422, relativa a malattia di origine virale e febbre di origine sconosciuta.

Una ricostruzione contestata dai sindacati medici. Antonio Mazzarella, responsabile del Dipartimento Politiche per la salute della Cgil pugliese, sostiene che vi siano “errori evidenti“ nei dati inseriti nella piattaforma e definisce l’accaduto “una vicenda a metà tra un tentativo di truffa e di mala amministrazione“, invitando i genitori a presentare ricorso. Il sindacalista ha inoltre ricordato le criticità dei sistemi informatici sanitari già segnalate al presidente della Regione Antonio Decaro e all’assessore Donato Pentassuglia, affermando che, “usando un eufemismo, direi che fanno piangere“.

La famiglia starebbe ora valutando la contestazione della fattura, mentre il caso riaccende il confronto sulla gestione informatica e sulla contabilizzazione delle prestazioni sanitarie destinate ai pazienti stranieri.

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