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Quanti sono davvero i casi accertati di Coronavirus in Italia?

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Differenze da circa centinaia di persone, bisogna fare chiarezza per capire quanti siano i casi accertati di Coronavirus.

Quanti casi accertati di Coronavirus in Italia?
Le stime differiscono, quanti sono davvero i casi accertati di Coronavirus nel Paese?

I casi accertati di Coronavirus nel nostro Paese sono circa 190, secondo l’Istituto Superiore di Sanità. Eppure la Protezione Civile ha dichiarato che sono diverse centinaia contagiati. Discrepanze importanti che richiedono un’indagine più approfondita.

Quanti casi accertati di Coronavirus?

Al 27 febbraio 2020, il numero totale di italiani affetti dal virus nelle regioni era 528. L’ISS ne riporta 282 come verificati. Walter Ricciardi, OMS, ha spiegato che l’istituto ha il compito di validare la positività dei test condotti nei laboratori locali, che sono quindi meno di quelli dichiarati perché non includono i tamponi in attesa di conferma.

Casi accertati, perché non coincidono

Il fatto che entrambe le stime vengano diffuse deriva da un obbligo di trasparenza da parte del Ministero della Salute. Ogni giorno infatti la Protezione Civile comunica i nuovi casi di Coronavirus durante una conferenza stampa, ma i dati raggruppano sia i contagi confermati che quelli in attesa.

La motivazione? Prevenire l’ulteriore diffusione del virus e rispettare le norme del Governo quando si verificano contagi di questa scala.

Se una persona risulta positiva al primo test nei laboratori locali, è dovere attivare le procedure per ridurre il rischio di nuovi contagi e verificare i contatti umani di questa.


Margini di errore

Attualmente non è possibile stabilire se ci siano meno casi positivi di quelli dichiarati, sono necessarie diverse ore perché l’ISS possa verificare se un sospetto è stato contagiato dal Coronavirus. Pertanto, le differenze nei dati a volte sono dovute anche a ritardi nella comunicazione fra l’Istituto e la Protezione Civile.

Ovviamente l’obiettivo è quello di ridurre il più possibile i margini di errore, nonostante la possibilità sia sempre presente durante i test di laboratorio. Il COVID-19 è conosciuto da pochi mesi, per questo ci possono essere dei falsi positivi o negativi. Da qui la necessità di operare ulteriori verifiche per certificare gli esiti dei tamponi.

Nata a Milano il 14 dicembre 1988, ha studiato Scienze Linguistiche per l'Informazione e Comunicazione. Appassionata di lingue straniere e giornalismo, ha collaborato con Focus Domande&Risposte, Nanopress, I Nostri Amici Cavalli, The Reiner magazine. Le sue grandi passioni sono il fitness e l'equitazione, lo spettacolo, i viaggi, la fotografia e la natura.


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Cecilia Lidya Casadei

Nata a Milano il 14 dicembre 1988, ha studiato Scienze Linguistiche per l'Informazione e Comunicazione. Appassionata di lingue straniere e giornalismo, ha collaborato con Focus Domande&Risposte, Nanopress, I Nostri Amici Cavalli, The Reiner magazine. Le sue grandi passioni sono il fitness e l'equitazione, lo spettacolo, i viaggi, la fotografia e la natura.

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