Le rilevazioni della Banca d’Italia mostrano che in Italia i tassi applicati ai mutui non sono uniformi: esistono gap significativi tra regione e regione che incidono sul costo complessivo del finanziamento. Questa analisi sintetizza i dati principali, mettendo a confronto i valori percentuali più rilevanti e l’effetto delle spese accessorie sulle condizioni finali offerte ai mutuatari.
Oltre al tasso nominale, è importante considerare le voci aggiuntive che incrementano il costo del mutuo, come le spese di istruttoria le commissioni e la polizza assicurativa: includere questi oneri nella valutazione consente di comprendere il vero peso economico dell’operazione.
Tassi regionali a confronto: Sicilia ai livelli più alti, Sardegna la più conveniente
Secondo le statistiche, la Sicilia registra il valore più elevato del tasso medio sui mutui, fissato al 6% una percentuale che risulta nettamente superiore rispetto ad alcune regioni del centro-nord. Il Lazio presenta un tasso medio di 2,86% e la Lombardia di 2,87% valori molto vicini tra loro ma lontani dall’incidenza registrata in Sicilia.
In coda alla classifica si trova la Sardegna con un tasso medio del 2,7% che la rende la regione più conveniente per chi cerca condizioni meno gravose.
Perché il territorio incide sul tasso
La variazione territoriale dei tassi può rispecchiare diversi fattori: il livello di rischio percepito dagli istituti di credito, la competizione tra banche locali, le caratteristiche del mercato immobiliare e la domanda di prestiti nella singola regione. Questi elementi spiegano come due regioni con profili economici differenti possano vedere applicazioni di tasso sostanzialmente diverse, anche se il prodotto offerto si chiama formalmente allo stesso modo.
Effetto delle spese accessorie e valutazione complessiva del costo
Al di là del tasso dichiarato, la valutazione pratica di un mutuo richiede di sommare le spese accessorie. Le voci più frequenti includono la istruttoria della pratica, le commissioni di gestione o di intermediazione e la polizza assicurativa obbligatoria o consigliata. Aggiungendo questi costi, il tasso effettivo che il mutuatario sostiene sale rispetto al valore nominale iniziale, alterando la classifica delle offerte se si confrontano soltanto i tassi base.
In termini pratici, un mutuo con un tasso nominale contenuto ma con spese accessorie elevate può risultare più caro di un’alternativa con tasso nominale maggiore ma costi extra limitati. Per questo motivo è raccomandabile analizzare il costo totale dell’operazione prima di scegliere l’offerta.
Disparità di genere nelle erogazioni di prestiti nel Mezzogiorno
I dati segnalano anche differenze significative nella composizione dei beneficiari dei prestiti nel Mezzogiorno. La quota di prestiti concessi esclusivamente a donne risulta inferiore alla media nazionale: nel Mezzogiorno la percentuale è del 18,4% mentre il dato nazionale si attesta al 20,1%. Parallelamente, i prestiti intestati esclusivamente a uomini rappresentano il 34,9% delle erogazioni nella stessa area, con una quota aggiuntiva del 46% relativa alle pratiche a cointestazione tra più soggetti.
Queste percentuali evidenziano come, oltre alle differenze territoriali nei tassi, permangano anche squilibri nella distribuzione dei finanziamenti per genere, specialmente nelle regioni meridionali. Le cifre indicano che la propensione o la possibilità di ottenere prestiti in forma individuale varia tra Uomini e Donne e che molte operazioni sono realizzate con cointestazioni, forse per condividere rischi e requisiti di accesso al credito.
Valutare il costo complessivo e la struttura dell’intestazione del finanziamento è fondamentale per una scelta consapevole.
