In un contesto geopolitico già complesso, lo scontro tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la premier italiana Giorgia Meloni ha assunto una dimensione inedita. Quello che era iniziato come un diverbio diplomatico è diventato un confronto pubblico, con ripercussioni che vanno ben oltre i confini nazionali.
La scintilla è scoccata durante il vertice del G7 in Francia, dove Trump ha accusato Meloni di averlo implorato per una foto insieme.
La premier italiana ha risposto con un video in cui definisce totalmente inventate le parole del presidente americano, mostrando un tono di sincera sorpresa.
Dalla diplomazia ai social: lo scontro si fa pubblico
Il confronto si è spostato sui social network, in particolare su Truth Social, la piattaforma di Trump. Qui il presidente ha postato un meme con Meloni, accompagnato dalla didascalia serve un ordine restrittivo.
La risposta della premier non si è fatta attendere: La mia popolarità non sono affari tuoi. Ti suggerisco di concentrarti sulla tua.
La scelta di Meloni di rispondere in inglese, direttamente all’opinione pubblica statunitense, segna un cambiamento significativo. Non si tratta più di una questione interna, ma di un problema che riguarda i rapporti tra Europa e Stati Uniti.
Le principali testate americane, da CNN a NBC da NPR al Washington Post stanno dando ampio spazio a questa frattura.
Le radici dello scontro: dalla Sicilia all’Iran
La tensione tra i due leader ha radici profonde. A aprile, Meloni aveva definito inaccettabili le parole di Trump contro papa Leone, dopo le critiche del pontefice all’azione militare americana contro l’Iran. Ma il vero punto di rottura è stato il diniego italiano all’uso di basi in Sicilia per i velivoli militari statunitensi durante il conflitto con l’Iran.
Trump ha accusato Meloni di aver rifiutato l’uso delle basi italiane, nonostante gli Stati Uniti contribuiscano con centinaia di miliardi di dollari all’anno alla protezione dell’Italia e di altri alleati della NATO. La premier ha risposto che il governo italiano ha sempre rispettato gli accordi internazionali e che l’Italia rimane una nazione sovrana.
L’intervista che ha innescato la polemica
L’intervista che ha scatenato la polemica è stata quella rilasciata da Meloni a Daniele Compatangelo, fondatore della White House Foreign Correspondents’ Association. Compatangelo è una figura controversa nella comunità dei giornalisti di Washington, accusato di aver creato una nuova associazione per accrescere la propria influenza e l’accesso diretto alla cerchia ristretta dell’amministrazione Trump.
La rottura tra Trump e Meloni ha sorpreso molti, soprattutto perché la premier italiana era considerata una delle alleate più vicine del presidente americano in Europa. Trump l’aveva definita più volte sua amica e l’aveva invitata alla sua seconda inaugurazione. Ora, però, sembra che nessuno sia al riparo dal trattamento vendicativo di Trump quando smette di essere utile.
Le conseguenze dello scontro
Le analisi americane degli ultimi giorni convergono su un punto: da questa vicenda Meloni potrebbe trarre un vantaggio interno, vista l’impopolarità di Trump nei sondaggi italiani. Tuttavia, il prezzo da pagare è la perdita della propria carta più spendibile sul piano internazionale, quella di interlocutrice privilegiata di Washington.
La premier italiana ha concluso il suo ultimo intervento su Truth Social con una dichiarazione significativa: Non tornerò su questo argomento, perché credo ancora nell’unità dell’Occidente e non penso che questo sia uno spettacolo degno del nostro compito. Una frase che sottolinea la gravità della situazione e la volontà di Meloni di non alimentare ulteriormente la polemica.
